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Bersani pronto al cambiamento. Grillo e Casaleggio, quale decisione?

ROMA -Anche oggi un’altra giornata convulsa sul fronte politico.  Beppe Grillo stamane ha lanciato dal suo blog una condanna ai cosiddetti politici “voltagabbana” in un articolo titolato “Circonvenzione di elettore” che di fatto non è compatibile su quanto recita l’articolo 67 della Costituzione, ovvero “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

A Roma  si sono incontrati per la prima volta  i 163 parlamentari del Movimento 5 Stelle, quelli che andranno a sedere negli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama. Un incontro al quale – si vociferava – avrebbe dovuto partecipare anche Beppe Grillo. Di certo la stampa è stata tenuta ben lontana dall’evento, tant’è che il luogo dell’incontro è stato tenuto segreto fino all’ultimo.

Alla fine, però,  il comico genovese non è arrivato, anche perchè, come hanno spiegato i neoeletti, si trattava di una prima riunione organizzativa, per conoscersi e confrontarsi. Entrando nel merito di poche questioni, come ad esempio quella dei regolamenti parlamentari. Quindi Grillo, che ha lasciato la sua villa di Marina di Bibbona solo nel pomeriggio, non ha raggiunto i suoi all’hotel Saint John della capitale dove sono stati riuniti per l’intera giornata, ma arriverà domani, assicurano i grillini.
Infatti, domani, la riunione continuerà in un altro luogo, di cui per ora non si conosce il nome. Di sicuro ci saranno anche Grillo e Casaleggio, i due personaggi chiave del movimento. E questa volta la discussione verterà proprio sul tema più caldo, cioè la fiducia la governo Bersani.
Anche oggi, durante l’intervista a  Che tempo che fa che Pier Luigi Bersani ha rilasciato a Fabio Fazio, ha ribadito gli otto punti che potrebbero aiutare l’Italia a dare quell’impulso necessario alla rottura definitiva con la conitnuità del passato, ammesso e concesso che tutti, in primis il Movimento 5 Stelle, prendano una posizione e dicano espressamente quello che vogliono fare.
Esiste anche il rischio che tra pochi mesi gli italiani possano essere richiamati nuovamente al voto. Quindi, come ha fatto intendere chiarmanete Bersani, non ci sarà nessun governissimo, non assisteremo a inciuci, ma solamente azioni che possano risollevare le sorti del Paese. “Noi abbiamo 460 parlamentari, il doppio della destra, il triplo di Grillo- ha detto Bersani- e quindi tocca a noi dire la prima parola”. E nell’attuale situazione di stallo è indubbio che ognuno debba  prendersi le sue responsabilità. “Noi prima di tutto”, ha sottolineato il segretario del Pd. “Oggi, essere responsabili significa cambiare, una responsabilità sganciata dal concetto di cambiamento diventa irresponsabilità”.
Alcuni importanti punti comuni tra Pd e M5S ci sono già  e Bersani è tronato ad elencarli: “leggi contro la corruzione e contro la mafia; leggi sul conflitto d’interessi; costi e sobrietà della politica; interventi immediati sull’urgenza sociale; interventi positivi sull’economia;riabilitare il già costruito e non consumare più territorio; diritti sulla cittadinanza e sulle coppie omosessuali; scuola e diritto allo studio”.

Insomma questo potrebbe essere un buon inizio: “Se non partiamo così, difficilmente si potranno aggiustare le cose”. “Abbiamo il Parlamento più giovane d’Europa – ha detto ancora Bersani –  e noi progressisti portiamo il 42% di donne. Quel Parlamento è in grado di prendersi la responsabilità. Mi stupirei se il sostegno venisse da chi per dieci anno ha impedito qualsiasi cambiamento”.

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