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L’incognita Cipro non spaventa Piazza Affari, regina d’Europa

TRIESTE – Ultima seduta della settimana all’insegna dell’incostanza per gli indici di Piazza Affari e delle principali Borse europee, influenzate negativamente dai crescenti timori per un default di Cipro. Dopo la bocciatura parlamentare del “piano-capestro” di aiuti comunitari proposto dalla Troika (UE, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) ed il fallimento della trattativa con la Russia per ottenerne il sostegno, il Governo cipriota ha tempo sino a lunedì per trovare una nuova soluzione che risulti praticabile per tutti le parti coinvolte, pena il taglio dei fondi alle banche del paese da parte della BCE (Banca Centrale Europea) che spinge per l’accettazione delle condizioni UE (ovvero la tassazione dei depositi bancari).

Il salvataggio di Cipro diviene di ora in ora sempre più complicato e, al tempo stesso, cruciale per una zona Euro che vorrebbe trovare al più presto una via di fuga dalla crisi (l’indice di fiducia dei consumatori a marzo è in leggero miglioramento), alla quale si oppongono i freddi dati statistici: perdurano la contrazione dell’economia francese (soprattutto manifattura e servizi) e la tendenziale diminuzione della produzione industriale italiana, così come in Germania migliorano le aspettative degli analisti sullo sviluppo dell’economia per i prossimi sei mesi (indice ZEW) nonostante il calo del trend generale (indice IFO) e delle imprese manifatturiere e dei servizi.
A ben guardare se l’Europa piange non è che l’America poi rida, tant’è che nella sua ultima riunione ad inizio settimana la FED (la banca centrale statunitense) ha lasciato invariati i tassi di interesse ai minimi di sempre (tra lo 0% e lo 0,25%), ribadendo che manterrà questa politica monetaria fino a quando l’inflazione non darà segnali di ripresa ed il tasso di disoccupazione rimarrà sopra il 6,5%.
In difficoltà anche i mercati asiatici, che hanno chiuso la settimana con una seduta negativa: la Borsa di Tokio, depressa dalla mancanza a breve di interventi di politica monetaria da parte del neo presidente della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda,  e dall’apprezzamento dello yen nei confronti delle altre valute, fattore di freno per l’export, ha segnato un -2,35%, mentre a Shangai l’indice Hang Seng ha perso lo 0,5%.
Nell’ultima seduta della settimana Piazza Affari decide in chiusura per la via del rialzo, dopo una prima parte di giornata all’insegna dell’incertezza; dopo un’apertura al ribasso il FTSE Mib ha recuperato segnando un positivo +1,1% (FTSE Italia All-Share +1,09), trainando al rialzo tutte le altre Borse del Vecchio Continente: Francoforte +0,01%, Parigi +0,26%, Londra +0,50%.
Anche lo spread tra il Btp e il Bund con scadenza a dieci anni, inizialmente in crescita, ha poi chiuso in leggera contrazione a quota 315 punti base; la differenza di rendimento tra il titolo italiano (Btp novembre 2022) e quello tedesco si è così portata sotto al 4,55%. Stabile lo spread tra i rispettivi titoli con scadenza a due anni, che si mantiene intorno ai 180 punti base per un rendimento dell’1,8%.

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