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Arcore. In migliaia per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Scontri con la polizia

ARCORE –  migliaia di persone hanno manifestato oggi davanti a Villa S. Martino ad Arcore, residenza privata di Silvio Berlusconi.

La manifestazione è stata organizzata dal “Popolo viola” con un tambureggiamento su facebook, twitter ed altri social network. La protesta, molto colorata e vivace, ha registrato qualche scontro con le forze dell’ordine. Prima qualche spintone tra poliziotti e manifestanti, poi gli agenti hanno fatto partire una breve manganellata per allontanare il gruppo di partecipanti alla manifestazione organizzata dal Popolo Viola ad Arcore che vuole raggiungere villa San Martino, residenza del premier. La maggior parte dei manifestanti è in largo Vela, mentre un gruppo abbastanza numeroso si è spostato nelle vie adiacenti per tentare appunto di raggiungere la villa del premier. Prima c’era stato qualche litigio tra i partecipanti e gli organizzatori della manifestazione, che avevano chiesto loro di far ritorno in largo Vela. Il gruppetto ha preso una via laterale dove è stato di nuovo fermato dalla polizia.
Il gruppo di manifestanti che ha lasciato Largo Vela ha cercato di forzare il blocco dei carabinieri che impedisce l’accesso al parchetto prospiciente la tenuta del premier, ed è stato caricato da polizia e carabinieri, schierati su due lati opposti, nel tentativo di bloccare i manifestanti. Dal gruppetto di giovani, alcuni dei quali appartenenti ai centri sociali tra cui il Cantiere di Milano, che intendono raggiungere Villa San Martino in corteo, sono partiti diversi cori come “Aprite il varco fateci passare” o “Arrestatelo”, mentre le camionette delle forze dell’ordine si sono a loro avvicinate per tentare di arginarli. Lo staff della manifestazione del Popolo viola è tornato ancora a ribadire a coloro che si sono staccati da Largo Vela che il corteo non è autorizzato e che comunque è inutile perché, secondo le informazioni in loro possesso, Berlusconi avrebbe lasciato villa San Martino intorno alle 12.
I manifestanti di Arcore hanno poi lasciato l’angolo tra via Natale Beretta e via Francesco Caglio dove sono avvenuti gli scontri, per andare a bloccare il traffico tra via Roma e via Casati lungo la strada che collega Usmate a Villa Santa. I manifestanti, all’incirca un centinaio, stazionano in mezzo alla strada, proprio di fronte alla stazione ferroviaria e sono controllati a vista dalla polizia. Tutto è avvenuto a meno di un chilometro dalla casa di Berlusconi.

«Noi siamo da sempre e fermamente contrari a qualsiasi tipo di violenza collegata alla protesta politica. Per questo censuriamo i comportamenti di chi oggi davanti alla villa di Arcore ha lanciato bottiglie o altri oggetti contro le forze dell’ordine e ci auguriamo che la maggioranza pacifica di quella manifestazione sappia sempre separare da sé eventuali frange violente». Il Pd, con Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza del Partito, stigmatizza gli scontri ad Arcore. «Le nostre critiche costanti verso ogni forma di violenza non ci impediscono però – aggiunge Fiano – di contrastare radicalmente chi, come Daniele Capezzone portavoce del Pdl, per anni estremista del pensiero libertario, cerca di impedire preventivamente qualsiasi manifestazione di dissenso nei confronti del suo capo, Silvio Berlusconi». «Lo squadrismo rosso o nero che sia, va combattuto insieme ma ho l’impressione che la libertà di pensiero in questo momento – afferma il responsabile Sicurezza del Pd – non sia difesa certo da chi, come Capezzone, vorrebbe semplicemente impedire in questo paese il dissenso».

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