Nuova piattaforma vaccinale attiva cellule B rare e protettive

Una ricerca internazionale guidata dal Massachusetts Institute of Technology in collaborazione con il Scripps Research Institute ha sviluppato una nuova piattaforma vaccinale capace di stimolare in modo mirato cellule B estremamente rare ma altamente protettive.

La scoperta apre prospettive concrete per la realizzazione di vaccini più efficaci contro virus complessi e altamente mutabili, come l’HIV e l’influenza.

Perché le cellule B rare sono decisive

Nel sistema immunitario umano esistono cellule B in grado di produrre anticorpi ad ampio spettro, capaci di neutralizzare molte varianti di uno stesso virus. Il problema è che questi precursori cellulari sono pochissimi e difficili da attivare con i vaccini tradizionali. Proprio qui interviene la nuova piattaforma, progettata per riconoscere e potenziare selettivamente queste cellule chiave.

Una piattaforma vaccinale basata su DNA

Il cuore dell’innovazione è una particella simile a un virus (VLP) costruita su uno scheletro di DNA, anziché su proteine come avviene normalmente. Su questa struttura vengono esposte più copie di un antigene ingegnerizzato, studiato per “agganciare” i precursori delle cellule B protettive e avviarne la maturazione immunologica.

Nei modelli preclinici, questo approccio ha generato una risposta immunitaria nettamente superiore, con un numero di cellule B specifiche fino a otto volte maggiore rispetto alle piattaforme vaccinali attualmente utilizzate.

Il vantaggio chiave: niente risposta contro il vettore

Un aspetto cruciale emerso dallo studio è che lo scheletro di DNA non scatena una risposta immunitaria contro se stesso. Questo consente al sistema immunitario di concentrarsi esclusivamente sull’antigene bersaglio, aumentando l’efficacia del vaccino e riducendo il rischio di interferenze nelle somministrazioni successive.

Questa caratteristica rende la piattaforma particolarmente promettente per vaccini multi-dose o per strategie di immunizzazione progressive, fondamentali contro patogeni ad alta variabilità.

Implicazioni per i vaccini del futuro

La nuova tecnologia potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nella progettazione dei vaccini, offrendo uno strumento flessibile e modulare per affrontare infezioni complesse e malattie per le quali finora non è stato possibile sviluppare una protezione duratura.

Gli autori dello studio sottolineano che l’approccio potrebbe essere esteso anche ad altre patologie infettive, aprendo la strada a vaccini più precisi, potenti e personalizzabili, con un impatto potenzialmente rilevante sulla salute globale.

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