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Amnesty. In Italia progressiva erosione dei diritti umani. Allarme omicidi donne

(DIRE) Roma, 23 mag. – “Anche quest’anno, il capitolo dedicato all’Italia testimonia di una progressiva erosione dei diritti umani, di ritardi e vuoti legislativi non colmati, di violazioni gravi e costanti se non in peggioramento”. Cosi’, durante la presentazione del Rapporto annuale 2013, il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ha commentato il capitolo relativo all’Italia.

Per Marchesi si tratta di “una situazione con molte ombre, tra cui l’allarmante livello raggiunto dalla violenza omicida contro le donne, gli ostacoli che incontra chi chiede verita’ e giustizia per coloro che sono morti mentre si trovavano nelle mani di agenti dello stato o sono stati torturati o maltrattati in custodia, la stigmatizzazione pubblica sempre piu’ accesa di chi e’ diverso dalla maggioranza per colore della pelle o origine etnica”.

“La situazione dei diritti umani nel nostro paese ci ha spinto, all’inizio del 2013, a lanciare un vero e proprio ‘pacchetto di riforme’, l’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia, sottoponendola ai leader delle coalizioni in corsa per le elezioni politiche e a tutti i candidati. I leader di quattro formazioni politiche che compongono l’attuale governo (Berlusconi, Bersani, Monti e Pannella) hanno aderito all’Agenda cosi’ come 117 attuali deputati e senatori. È stato un risultato importante, ma ora e’ arrivato il momento di mantenere le promesse: ci aspettiamo che coloro che hanno firmato l’Agenda, in tutto o in parte, tengano fede agli impegni specifici presi con Amnesty International e con coloro che si sono informati, durante le elezioni, sulle loro posizioni in materia di diritti umani”, ha aggiunto Marchesi.    “È piu’ che mai giunto il momento di fare riforme serie nel campo dei diritti umani. Non ci sono alibi. Non regge l’alibi della crisi, ammesso che considerazioni economiche possano valere a fronte della necessita’ di proteggere valori fondamentali. Anche le violazioni dei diritti umani costano, e spesso di piu’ della loro tutela. Ne’ rappresenta un’obiezione valida la presunta limitazione dell’agenda del governo. Il parlamento e’ stato eletto e il governo e’ in carica: entrambi sono tenuti a  svolgere le rispettive funzioni nell’interesse generale e a garantire l’attuazione delle convenzioni internazionali che il nostro paese si e’ impegnato a rispettare”, ha concluso Marchesi. (DIRE)

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