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Terni. Polizia carica i lavoratori. Il sindaco ferito da una presunta ombrellata

TERNI – Doveva essere una manifestazione pacifica quella di stamattina a Terni.  Un corteo di lavoratori delle acciaierie Ast, ex Thyssen, per uno sciopero di 4 ore indetto da Cgil Cisl Uil e dalle federazioni di categoria Fiom Fim Uilm, a seguito degli incontri poco soddisfacenti e improduttivi con la proprietà finlandese del gruppo siderurgico, la multinazionale Outkumpu. 

Al corteo,  iniziato attorno alle 10.00,  sono presenti alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, assessori e consiglieri di ogni parte politica. 

Circa 400 lavoratori partiti dai cancelli della Ast si dirigono nei pressi della stazione ferroviaria e cercano di occupare i binari in un gesto puramente dimostrativo. Nulla di particolarmente eclatante quindi. Un gesto simbolico per richiamare l’attenzione pubblica sulle problematiche dei lavoratori, sulle incertezze del proprio futuro lavorativo e sulla sopravvivenza stessa delle acciaierie. Nessuna tensione iniziale insomma, nessun desiderio di scontro. I manifestanti superano lo sbarramento della polizia per dirigersi verso i binari. Improvvisamente parte la carica degli agenti, senza che vi sia una ragione evidente. Manganellate a raffica, violenza incomprensibile da parte delle forze dell’ordine, di coloro che dovrebbero proteggere e non assalire per primi. Una reazione ‘spropositata’. I lavoratori sono con le mani alzate, anche i poliziotti lo sono, però loro con i manganelli in mano pronti all’azione repressiva. La polizia carica ben due volte i manifestanti ‘menando’ in maniera incontrollata. Numerosi manifestati vengono feriti, tra questi il sindaco stesso di Terni, Leopoldo di Girolamo, che viene colpito alla testa. E’ proprio lui a parlare di ‘violenza incomprensibile’ dicendosi molto amareggiato per l’accaduto. Si esprime con poche parole il sindaco prima di essere medicato. “Non è mai successo nulla di simile – ha aggiunto Di Girolamo – in una città come la nostra neppure in circostanze ben più drammatiche. Noi eravamo lì per placare gli animi e siamo stati travolti da una reazione esagerata”. Di Girolamo è rimasto in osservazione all’Ospedale Santa Maria per una ferita lacero contusa al cuoio capelluto per “trauma diretto”.

Successivamente, stando ad alcuni filmati, sarebbe stato un manifestante con un ombrello  a colpire  il sindaco di Terni . Questo è quanto filtrerebbe dal Viminale – stando ad un filmato diffuso da Sky Tg24 – dopo i primi accertamenti sull’accaduto. E in proposito ci sarebbe un video che mostra – ha aggiunto il canale satellitare  – proprio questa dinamica dell’accaduto. Ora i video sono al vaglio

Quella dei lavoratori della Ast è una lotta di rilevante importanza a livello nazionale, ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo Economico Sandro Piermatti, che  in una nota ha espresso tutto li suo disappunto. Il problema della siderurgia infatti non riguarda infatti  solo la città di Terni o la regione Umbria. Si tratta non solo delle sorti di uno stabilimento strategico per le politiche industriali del territorio, ma di una emergenza economica e sociale che coinvolge l’intero paese, in un clima di grandissima preoccupazione e incertezza per il lavoro. A maggior ragione questo episodio appare allora gravissimo ed ingiustificato. “L’ordine di caricare dato alle forze dell’ordine è molto grave – ha sostenuto l’assessore nella stessa nota- e ricade interamente sui vertici della questura e della prefettura.

Nel frattempo è stata chiesta una ispezione per accertare le cause che hanno portato agli incidenti accaduti oggi a Terni,  da parte del sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci dopo un colloquio con il capo della Polizia, Alessandro Pansa. Bocci, ha sottolineto di essere “in contatto costante con il Prefetto di Terni, Vittorio Saladino, per essere puntualmente aggiornato sugli sviluppi della situazione” ed ha espresso “vicinanza e solidarietà al sindaco della città, Leopoldo di Girolamo”. “Sono dispiaciuto per quanto è accaduto ed il mio auspicio – ha concluso Bocci -, è che la città possa tornare alla normalità consentendo ai lavoratori di restare uniti nella difesa del posto di lavoro”.

Solidarietà e disappunto intanto sono giunte ai lavoratori e al sindaco da ogni schieramento politico.

Su Facebook, il vice ministro dell’economia Stefano Fassina, esprimendo “solidarietà ai lavoratori colpiti e rinnovata stima al sindaco Di Girolamo,  scrive: “incomprensibile il comportamento della Polizia di fronte a un corteo senza alcun atteggiamento di violenza”.  Ha poi aggiunto in una intervista rilasciata all’Huffingthon post:” Conosco bene Di Girolamo ed è quanto più lontano da un pericoloso estremista. Stiamo parlando di una persona che ha un senso profondissimo delle istituzioni. In questi anni si è speso tantissimo e in modo civile per risolvere la questione Thyssen. Mai un tono sopra le righe”. Ha poi aggiunto: “Adesso tutti devono avere la piena consapevolezza della fase difficile che sta attraversando il paese e assumere i comportamenti più adeguati. Bisogna evitare assolutamente che ci siano scontri di piazza. Bene la decisione del capo della polizia di chiedere una relazione sugli incidenti”.

Lavoratori di una grande fabbrica, che vedono in pericolo il loro posto di lavoro a causa di manovre ciniche di una multinazionale, calpestati da una violenza inaudita, improvvisa ed irrazionale.  Ecco allora che immediatamente tornano alla mente metodi già utilizzati a Genova, nel G8 del 2001. Scene a dir poco sconcertanti. Non si sa se provare rabbia, sgomento, confusione.  

 

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