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Le università italiane che fanno la differenza

AlmaLaurea 2026: il lavoro premia sempre più i laureati

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma una tendenza ormai consolidata: la laurea continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per accedere al mercato del lavoro italiano. I dati raccolti su circa 700.000 laureati di 81 atenei evidenziano un miglioramento generalizzato dell’occupazione e una crescente attenzione dei giovani verso la qualità del lavoro e la coerenza tra studi e professione.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione raggiunge l’81,2% per i laureati triennali e l’80,8% per quelli magistrali. A cinque anni dalla laurea il dato supera il 90%, arrivando al 91,7% per i laureati di primo livello e al 94,4% per quelli di secondo livello. Parallelamente, la disoccupazione scende fino al 2,6%, confermando il valore dell’investimento formativo universitario.

La classifica delle vere eccellenze occupazionali

Analizzando i dati pubblicati dagli atenei emerge una graduatoria che premia soprattutto le università capaci di costruire un forte collegamento con il tessuto produttivo e con il mondo delle professioni.

1. Università degli Studi di Brescia

L’ateneo bresciano registra uno dei migliori risultati nazionali con il 97% di occupazione a cinque anni dalla laurea magistrale e retribuzioni medie superiori alla media italiana, pari a 2.152 euro netti mensili. Un risultato che la colloca tra le migliori università italiane per occupabilità.

2. Università di Verona

L’ateneo scaligero raggiunge il 96,9% di occupazione a cinque anni dal titolo per i laureati magistrali. Particolarmente rilevante il collegamento tra università e imprese del Nord-Est, uno dei motori economici del Paese.

3. Università degli Studi di Milano

La Statale di Milano si distingue per internazionalizzazione, qualità della formazione e ottimi risultati occupazionali superiori alle medie regionali e nazionali. L’ateneo beneficia della presenza nel principale hub economico e finanziario italiano.

4. Università Europea di Roma

Tra le università non statali emerge il risultato dell’Università Europea di Roma che registra un tasso di occupazione del 97% a cinque anni dalla laurea magistrale, dato significativamente superiore alla media nazionale. Un risultato ottenuto grazie all’attenzione verso tirocini, placement e rapporti diretti con il mondo delle imprese.

Le lauree che garantiscono maggiori opportunità

Anche nel 2026 le discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) restano le più richieste dal mercato del lavoro. Ingegneria, Informatica, Intelligenza Artificiale, Data Science, Medicina e professioni sanitarie continuano a registrare i migliori livelli occupazionali e retributivi. Accanto a queste crescono i percorsi legati alla sostenibilità ambientale, all’energia e alla transizione digitale.

Le criticità ancora aperte

Il Rapporto AlmaLaurea evidenzia tuttavia problemi strutturali che il sistema universitario e il mercato del lavoro italiano non sono ancora riusciti a superare.

Permangono significativi divari territoriali tra Nord e Mezzogiorno, con probabilità occupazionali nettamente superiori per chi studia o lavora nelle regioni settentrionali. Persistono inoltre differenze di genere: a parità di titolo gli uomini mostrano maggiori probabilità di occupazione e percepiscono retribuzioni mediamente più elevate rispetto alle donne.

Il futuro delle università italiane

La fotografia scattata da AlmaLaurea mostra un’università italiana in salute, capace di formare professionisti richiesti dal mercato. Le vere eccellenze non sono però necessariamente gli atenei più grandi o più prestigiosi, ma quelli che riescono a creare un ecosistema efficace tra formazione, ricerca, imprese e innovazione.

L’occupazione oltre il 95% raggiunta da alcuni atenei dimostra che il successo non dipende esclusivamente dal nome dell’università, ma dalla qualità dei percorsi formativi, dall’internazionalizzazione, dall’esperienza pratica durante gli studi e dalla capacità di accompagnare i laureati verso il mondo del lavoro.

In un contesto economico sempre più competitivo, il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma che la laurea continua a rappresentare uno dei migliori investimenti per il futuro professionale, soprattutto quando viene conseguita in atenei capaci di trasformare il sapere in opportunità concrete.

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