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La fiducia dei Consumatori salva le Borse europee dai realizzi

TRIESTE – Settimana borsistica, quella che va a concludersi oggi, dalle connotazioni ancora tipicamente estive: bassi volumi e marcata volatilità continuano a dominare un contesto privo di eventi macroeconomici di grande rilievo.

Nonostante alcuni osservatori avessero atteso la pubblicazione delle Minute della Fed, il documento di sintesi degli incontri del FOMC (Federal Open Market Committee), il vero braccio della banca centrale USA per le questioni di politica monetaria, speranzosi di ottenere ulteriori dettagli circa la tempistica di adozione del “tapering”, la diminuzione del programma mensile di acquisto titoli per 85 miliardi di dollari, mercoledì sera questi sviluppi non hanno avuto seguito e, con essi, è sfumata la possibilità che l’evento fungesse da catalizzatore per i mercati.

Le discrete aspettative di crescita economica ed i connessi timori di un aumento dell’inflazione stanno comunque facendo crescere i tassi d’interesse a stelle e strisce, contribuendo a rafforzare la valuta americana in netto contrasto con le aspettative di BCE (Banca Centrale Europea) e BOE (Bank of England), che non auspicano un mercato con tassi crescenti ed una valuta domestica troppo forte per far fronte alla già scarse prospettive di crescita, all’elevata disoccupazione, agli enormi volumi di debito ed alla debolezza delle finanze pubbliche.

La stagnazione (dati flash) continua infatti a mordere l’economia francese anche in agosto, con l’indice PMI manifatturiero fermo sui valori del mese precedente e quello dei servizi in calo, mentre invece Germania ed Europa proseguono la loro corsa con i due indici a crescere più delle stime degli analisti; confermato (dato finale) l’incremento del PIL tedesco (Prodotto Interno Lordo, il valore totale dei beni e servizi prodotti nel Paese) dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,9% su base annuale.

Migliora infine l’indice di fiducia dei consumatori (stima flash) nell’Eurozona, parzialmente oscurato dal ritorno della questione Grecia al centro dell’attenzione: secondo alcune agenzie stampa Atene potrebbe ottenere un terzo pacchetto di aiuti per coprire il deficit di finanziamento per il biennio 2014/2015. Un intervento limitato a 5-10 miliardi di euro nel caso in cui la Repubblica ellenica riuscisse a tornare sul mercato e la ricapitalizzazione degli istituti non fosse eccessivamente onerosa, anche se secondo le dichiarazioni del commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Olli Rehn riportate dal Sole24Ore, la Troika, il gruppo dei rappresentanti di Banca Centrale Europea (BCE), Commissione Europea (UE) e Fondo Monetario internazionale (FMI), starebbe studiando la possibilità di allungare i tempi di rimborso del debito congelandone il pagamento degli interessi per renderlo maggiormente sostenibile.

Seduta positiva per i mercati asiatici, trainati dai positivi dati macro provenienti da Europa e Stati Uniti: seconda espansione consecutiva per il PMI manifatturiero dell’area euro e quadro occupazionale in progressivo miglioramento negli USA.

Tokyo, favorita anche dal deprezzamento dello yen che ha spinto i titoli orientati all’esportazione, ha guadagnato il 2,2%, mentre a Shanghai (-0,5%) hanno prevalso le vendite sui titoli finanziari e delle materie prime; piatta in chiusura Hong Kong.

Cauto avvio di seduta per le principali piazze finanziarie europee dopo i guadagni realizzati nella giornata di ieri, che a metà seduta si presentavano ancora contrastate con i maggiori listini in sofferenza e quelli periferici in rialzo. In chiusura  passaggio in territorio positivo per Piazza Affari (FTSE Mib +0,19%,  FTSE Italia All Share +0,15%) e le più importanti Borse continentali (Londra +0,70%, Madrid +0,66%, Parigi +0,25%, Francoforte +0,23%), con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a prospettare positivamente un prossimo rialzo dei tassi nella Zona euro, seppur subordinato ad un chiaro il miglioramento dell’economia.

A Milano bancari indecisi (Unicredit +0,04%, Banca Popolare di Milano -1,43%) ed industriali negativi (Pirelli -1,24%, Fiat -2,31%); incerta Parmalat (-0,16%) sulle speculazioni di una possibile acquisizione di Lacteos Brasil, mentre i maggiori rialzi sono conseguiti da Eni (+2%) e Fondiaria Sai (+1,48%).

Sul fronte del debito sovrano in leggera diminuzione lo spread, la differenza di rendimento tra il Btp ed il Bund con scadenza a dieci anni, che chiude a quota 239 Bp (Basis point, punti base), portando il tasso del titolo italiano (Btp maggio 2023) al 4,33%; variazioni minime anche per lo spread tra i titoli con scadenza a due anni, ora a 154 Bp per un tasso sotto all’1,8%.

 

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