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I sindacati a muso duro con Marino. “Le buste paga non si toccano”

ROMA – I sindacati romani della funzione pubblica aderenti a Cgil, Cisl, Uil hanno ormai un conto aperto con la Giunta Marino. Diversi sono gli episodi, fra gli ultimi quella della nomina del capo dei Vigili urbani< o della riduzione dell’orario di apertura  delle biblioteche comunali che colpisce insieme ai lavoratori anche i cittadini, tanto per ricordare due delle vertenze aperte. 

Mentre il rapporto fra l’Amministrazione e le organizzazioni dei lavoratori rischia di deteriorarsi  arriva la notizia data dalla stampa di un possibile taglio alle buste paga dei dipendenti capitolini  come azione di risanamento alla luce del deficit di bilancio e del rischio ancora aperto di commissariamento. Notizie che arrivano mentre è in corso un confronto sulla riorganizzazione della struttura di Roma capitale. Non solo. Ogni giorno escono nelle cronache romane denuncie di assunzioni di  esterni con compensi  molto alti per coprire alcune funzioni. Notizie smentite o meglio precisate che non creano un clima dei migliori fra i dipendenti. Nel comunicato dei sindacati confederali a firma  dei segretari generali dei sindacati romani, Di Cola ( Fp Cgil), Chierchia (F.P.Cisl),Bernardini (UIL FP)dicono “no  al taglio delle buste paga dei dipendenti capitolini come azione di risanamento dell’ente, così come riportato dalla stampa.Personale già sottoposto ad un taglio importante del potere d’acquisto a seguito del blocco dei CCNL e del turn-over, misure che hanno penalizzato  pesantemente i lavoratori pubblici.” I tre sindacati ritengono che per fronteggiare la delicata  e difficile fase economica che attraversa Roma Capitale c’è bisogno, invece, di interventi in grado di caratterizzare l’azione e gli sforzi dell’amm.ne, condivisi da chi è l’elemento fondamentale della macchina capitolina per continuare a garantire i servizi alla cittadinanza.”

Questa è  “la pregiudiziale” che hanno posto al tavolo di confronto sulla riorganizzazione della struttura di Roma Capitale”Prima le garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla tutela delle retribuzioni del personale” e per questo<hanno chiesto “la sospensione dei lavori in attesa di precise risposte da parte del sindaco che vedano riconfermare  quanto da lui sostenuto in campagna elettorale e cioè: i dipendenti di Roma Capitale sono un patrimonio dell’amministrazione che va valorizzato e su cui investire.”

I sindacati  “verificheranno le risposte dell’amministrazione riguardo l’assetto complessivo dell’ente, opponendosi a qualsiasi gratuito tentativo di mettere alla gogna i lavoratori capitolini, per evitare il confronto, distrarre l’attenzione dalle vere problematiche che incidono sul bilancio di Roma Capitale.” “ auspicano, invece, che l’amministrazione-conclude il<comunicato–apra ad un confronto per rilanciare la macchina capitolina attraverso un nuovo progetto di governance in grado di dare efficienza alll’azione amministrativa e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini.

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