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Pdl. Guerra per bande. Subito Forza Italia. Governo a rischio. Spettacolo degradante

ROMA – Da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli,  dove è convocato l’ufficio di presidenza del Pdl, per decidere il<passaggio a Forza Italia. La via crucis di Angelino Alfano che Berlusconi vuole rottamare, direbbe Matteo  Renzi.

Più elegantemente, ci sono ancora molte cose che il sindaco di Firenze deve imparare se vuole ricalcarle le orme del pregiudicato,. lo vuole relegare in  un angolino dove non può recare alcun disturbo a lui, al fgalchi, ai lealisti e alle vestali che lo spingono verso la folle china di una guerra a tutto campo, contro tutto e contro tutti . Giù il governo, subito nuove elezioni, ha bisogno solo di  prendere tempo, rinviare  il più possibile il giorno in cui decadrà da senatore e ricandidarsi poi si vedrà. Per questo ha bisogno di far fuori Alfano , i quattro ministri che tengono le fila delle “colombe” a partire dai senatori firmatari di una lettera  con un pronunciamento netto: no alla crisi del governo, no alla defenestrazione di Alfano. Certo, loro , il quintetto, che , allo stato,incamerano  segreteria del Pdl, vicepresidente del Consiglio, ministro degli Interni, non sono proprio dei cuori di leone. Avevano annunciato la nascita di gruppo autonomi dal Pdl., invece in nome dell’unità che esiste solo come nome, restano aggrappati alla zattera di Berlusconi ornai quasi sommersa del tutto. 

Convocato il Consiglio di presidenza chiesto dalla “ banda bassotti

ll pregiudicato  ha così convocato il consiglio di presidenza per far fuori  chi  gli fa ombra.Da quando è arrivato il rinvio a giudizio per aver corrotto il  parlamentare De Gregorio ,complice il faccendiere Lavitola ,ha deciso: a la guerre comme a la guerre, con grande gioia della Santanchè, Fitto, Verdini, e il resto della “banda bassotti” che chiede l’azzeramento del gruppo dirigente, la convocazione del congresso contando di avere la maggioranza fra senatori e deputati. Renato Brunetta che  ieri ha lanciato la nuova parola d’ordine “ guerriglia in Parlamento”, non si è accorto che la guerra l’ha in casa. Destinata a lasciare morti e feriti, comunque vada a finire lo scontro in atto. Può anche essere,visto  i precedenti di chi si contende  il potere, le spoglie, in senso astratto, del cavaliere, che finisca  tutto in niente, in una tregua. Comunque sia il potere di Berlusconi ne esce fortemente ridimensionato, condizionato da falchi o da colombe. Questo è tanto vero che il pregiudicato pare abbia proposto ad  Alfano di assumere l’incarico di vicepresidente di Forza Italia, essendo lui il presidente con poteri effettivi. Oppure sempre lui  con poteri effettivi nel ruolo di segretario e Alfano in quello di vice. Ma sarebbe solo una soluzione provvisoria perché ben presto lascerebbe l posto alla figlia Marina. Il cavaliere ha convocato “ i componenti effettivi dell’organismo. Sono 24 oltre al segretario Alfano.

 

I ministri esclusi dal vertice  che dovrebbe far nascere Forza Italia

Questi i convocati Alfano, Bondi, Brunetta, Cappellacci, Carfagna, Chiodi, Fitto, Formigoni, Galan, Gelmini, Giovanardi, Iorio, Martinelli, Matteoli, Prestigiacomo, Rotondi, Sacconi, Scajola, Schifani, Tajani, Tondo, Verdini e Vito. Vicini alle posizioni di Alfano sarebbero solo Schifani, Sacconi, Giovanardi, mentre Roberto Formigoni ha annunciato che non parteciperà: “Non andrò all’Ufficio di presidenza perché non lo ritengo rappresentativo della storia anche attuale del partito. Sono contrario all’esclusione degli attuali ministri in carica e dei capigruppo della scorsa legislatura perché così si restringe il dibattito in un momento così delicato”. L’ordine del giorno: “La relazione del presidente in merito alla definizione delle linee politiche e programmatiche del partito, decisioni sull’attività politica e altri adempimenti” Come si vede non sono stati convocati i ministri. Alfano si è risentito per la esclusione ed è schizzato a Palazzo Grazioli per un nuovo incontro con Berlusconi. Insieme a lui i ministri che poi sono tornati a Palazzo Chigi. Il vicepremier fa sapere che alla condizioni dettate da Berlusconi, la sua messa in un angolo il partito in mano agli estremisti, non ci sta. No a una “ Forza Italia “estremista” apertamente ostile al governo Letta. Avrebbe chiesto a Berlusconi di rallentare il processo messo in atto , annullando l’ufficio di presidenza. Cosa che Berluysconi non ha alcuna intenzione di fare. Le colombe, si dice, avrebbero elaborato un documento sottoscritto non solo dai parlamentari ma anche da esponenti del territorio. Contro mossa una raccolta di firme per il passaggio immediato dal Pdl a Forza Italia. Uno spettacolo tutto da vedere. Degradante. L’Italia non si merita questo.

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