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Vendita spiagge. Il Pd nessun accordo col Pdl. Marcia indietro di 9 senatori Democratici

ROMA – La vendita delle spiagge ai privati è diventata nelle ultime ore il terreno di scontro all’interno del Pd: infatti, il pressing del Pdl sembrava aver ‘incantato’ nove parlamentari democratici che avevano presentato un emendamento alla legge di Stabilità, il quale prevedeva proprio la dismissione delle aree dove sorgono stabilimenti balneari.

Al termine della giornata, invece, l’ emendamento della discordia  è stato ritirato proprio per l’accesa polemica che la sua presentazione aveva scatenato. La vendita delle spiagge, secondo il Popolo delle Libertà, avrebbe come obiettivo quello di fare cassa, destinando poi le risorse al cuneo fiscale, assieme alla sanatoria delle cartelle esattoriali. Agli attuali stabilimenti balneari, ai quali le spiagge sono in concessione, viene offerto il diritto di prelazione all’acquisto. 

I verdi denunciano la presenza di emendamenti firmati Pd

Sono i Verdi a denunciare che ad aver presentato emendamenti per la vendita delle spiagge siano stati alcuni senatori democratici. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, aveva proprio  puntato il dito contro “i senatori Chiavaroli, Fabbri, Marcucci, Vattuone, Favero, Tomaselli, Albano, Caleo, Padua e la senatrice della Lega Bruni”. Conferme su un potenziale accordo sono arrivate poi anche da Antonio D’Alì, relatore al ddl Stabilità per il Pdl in commissione Bilancio. Infatti D’Alì ha spiegato che Pdl e Pd su alcuni temi come la ‘sdemanializzazione’ delle spiagge e la rottamazione delle cartelle esattoriali è possibile “poter raggiungere buoni punti di incontro”. Tuttavia ad essere stata favorevole era solo una piccola minoranza di democratici. 

Rossi ( Presidente Toscana): La destra liberista venderebbe tutto ai privati

Infatti dal Pd ha tuonato nel pomeriggio Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che su Facebook scriveva: “Ora si vogliono vendere le spiagge. Per fare cassa, si dice. In realtà c’è una destra ‘liberista alla matriciana’ che odia così tanto lo Stato che volentieri svenderebbe al privato tutto ciò che è pubblico, demanio, sanità, scuola e persino i monumenti, come Totò con la fontana di Trevi. Il Pd alzi la voce: la spiagge sono di tutti”. Anche Giorgio Santini, relatore della legge per i democratici, nega accordi in vista col Pdl definendo “prematuro” voler trarre conclusioni sulla vicenda. “Siamo ancora all’inizio dell’illustrazione degli emendamenti in commissione, un lavoro impegnativo che deve portare a una loro drastica riduzione.

Il ministro  Orlando boccia gli emendamenti della discordia

Dunque mi pare del tutto prematuro trarre delle conclusioni che non sono in alcun modo attinenti ai fatti. Il Pd ha compiuto un grande lavoro a livello emendativo, ora il nostro sforzo è finalizzato a migliorare la legge di stabilità a vantaggio delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese”conclude Santini in una nota.  Infine, a mettere a tacere ogni voce è il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, che boccia categoricamente gli emendamenti alla legge di Stabilità presentati dal Pdl e dal Pd. “Le norme che paiono emergere dal confronto parlamentare e che propongono la sdemanializzazione di porzioùni di litorale e spiagge – afferma – sono politicamente inaccettabili e tecnicamente sbagliate”.

 

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