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Sangalli, le ultime truffe nelle aziende italiane

ROMA – L’ultima truffa scoperta dalla procura di Monza, riguarda, appalti truccati e tangenti a politici e amministratori.

L’inchiesta, condotta dai pm di Monza Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo, ha portato all’arresto di 26 persone e a nuove operazioni di indagini in Lombardia, Lazio,Piemonte e Puglia. Secondo l’accusa, una società di Monza attiva nel settore della raccolta dei rifiuti si sarebbe aggiudicata appalti per oltre 260 milioni di euro pagando tangenti a politici locali e funzionari pubblici che avrebbero manipolato la procedure di gara. Nell’operazione sono impiegati oltre 200 militari e le Fiamme Gialle hanno sequestrato,presso numerose filiali di banche,titoli e immobili per circa 14 milioni di euro. Tra le persone finite in manette anche il sindaco di Pioltello, l’ex presidente di Amsa e il suo direttore generale, il vicesindaco di Frosinone.

Le accuse: corruzione, turbativa d’asta, truffa e fatture false.  I militari del Gruppo Guardia di Finanza di Monza hanno monitorato e registrato gli incontri durante i quali gli indagati definivano come pilotare questa truffa, in cambio  di adeguate ricompense, in caso di vittoria della Sangalli,azienda monzese. In Lombardia, ci sono stati controlli sugli appalti della Metropolitana Milanese S.p.a., per pulizia di spurghi, manutenzione tombini e griglie corsi d’acqua. Sono stati accusati di corruzione e turbativa d’asta due funzionari del Servizio Idrico Integrato di M.M., Riccardo Zanella, ancora in servizio e Vincenzo Dodaro, oggi in pensione (entrambi in carcere) e tutti rappresentanti legali di società operanti nel medesimo settore della Sangalli come Laura Milanesi, dipendente dell’azienda monzese sono ai domiciliari. Anche in questo caso i funzionari si sarebbero adoperati per redigere capitolati favorendo la Sangalli, mentre gli imprenditori, ripresi a loro insaputa dai finanzieri durante una riunione, si sono accordati illecitamente per spartirsi alcuni lotti. È stata inoltre accertata una truffa da parte dell’azienda monzese ai danni di Metropolitana Milanese: 210mila euro di costi per lo smaltimento di fanghi dalla Sangalli. L’inchiesta della procura, oltre ai reati di corruzione, turbativa d’asta e truffa, contempla anche quelli di emissione di false fatture. Queste sarebbero servite alla Sangalli per creare fondi neri che, secondo le fiamme gialle, sarebbero stati necessari a corrompere funzionari e politici. I fondi neri sarebbero stati realizzati attraverso sovrafatturazioni da parte di aziende compiacenti, pronte a restituire in contanti gli importi dei maggiori costi fatturati.  Tra i vari filmati, come è stato riferito in conferenza stampa, ce ne è uno in cui l’attuale assessore del comune di Andria Francesco Lotito (ora in carcere), alla stazione Termini di Roma, riceva da uno dei componenti della famiglia Sangalli, una tranche della tangente in contanti in un sacchetto del grande magazzino.Una delle operazioni di truffe scoperte dalle Fiamme Gialle, dopo l’operazione di Mani Pulite, che ha coinvolto un vertiginoso giro di tangenti e l’aumento di costi, durante la costruzione della metropolitana A e C a Roma. Il procuratore della Repubblica di Monza,infine, ha voluto assicurare che, nonostante l’indagine, tutti i servizi ai cittadini monzesi sono garantiti, che sono comunque tutelati i posti di lavoro dei mille dipendenti della società Sangalli.

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