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Concerto Rolling Stones. Italia Nostra, No al Circo Massimo

“Area archeologica è stata venduta in un ‘pacchetto turistico’”

ROMA  – “Non è stata sufficiente l’esperienza nel 2001 per lo scudetto della Roma dove è risultato incontrollabile l’afflusso dei tifosi come il rischio, evitato per intercessione di Santa Pupa, di gravi danni agli stessi tifosi che erano saliti sulle strutture archeologiche del Palatino e riportati a terra, senza che ci scappasse il morto, dai Vigili del Fuoco. La Soprintendenza archeologica di Roma dice un ‘no’ chiaro e netto con motivazioni ferme e circostanziate. Il ‘si’ viene dal direttore regionale Mibact, Federica Galloni.

Le leggi di tutela dovrebbero dire che l’ultima parola, che dovrebbe essere pronunciata dagli organismi tecnici, la Soprintendenza ai Beni archeologici quindi, altrimenti che ci sta a fare? Il direttore regionale, Federica Galloni, ha ribaltato il parere tecnico – come deve aver fatto decine di volte – poichè tutte le manifestazioni al Circo Massimo sono state autorizzate contro il parere tecnico dell’organo ministeriale deputato, ribaltando a proprio piacimento i pareri tecnici. Di che tutela stiamo parlando?”. È quanto si legge in una nota di Italia nostra. “Nel 2001- prosegue il comunicato- furono sborsati 200 milioni delle vecchie lire per gli ingenti danni, e chi ha pagato allora, ministero dei Beni culturali compreso, pagherà, è facile previsione, anche dopo il 22 giugno di quest’anno. Non è più pensabile che una città come Roma, in occasione di concerti e manifestazioni, usi e abusi delle aree archeologiche. È evidente che nessun sindaco ha mai pensato di dare alla città ciò che alla città manca: un luogo idoneo per manifestazioni di massa e altamente critiche”.

Secondo Italia nostra “sbaglia il sindaco Marino quando ‘sogna’ di trasformare un’area archeologica in un luogo di kermesse continuata: è una grossolana questione di cultura, di inopportunità e di rispetto dei beni. Ma forse è chiedere troppo a chi è a caccia di visibilità e di consensi. Ma ormai l’area archeologica è stata venduta ‘in un pacchetto turistico’ che vede i beni archeologici trasformati e degradati a quinta scenografica monetizzata.

Benvenuti i Rolling Stones a Roma, ma non al Circo Massimo”. (Dire)

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