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Uomo con cappio al collo minaccia il suicidio sotto la sede della Regione Lazio

 

ROMA – Un uomo di 63 anni minaccia il suicidio dalle 7 di questa mattina dopo essere salito su un albero con un cappio al collo davanti agli uffici della regione Lazio sulla via Cristoforo Colombo a Roma.

L’uomo ha chiesto di parlare con il presidente Nicola Zingaretti. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani e gli agenti del commissariato Colombo. Secondo quanto si è appreso l’uomo protesta per il mancato rinnovo di una concessione in una spiaggia di Terracina.  Protesta degli operatori nautici del fiume Sisto di Terracina aderenti all’associazione Asso-Ninfa. Questa mattina un operatore dell’Asso-Ninfa si è arrampicato su di un albero davanti al palazzo della Regione Lazio, con una corda al collo minacciando di buttarsi giù per protestare contro «una serie di abusi commessi dall’Ardis», Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo della Regione Lazio. Secondo gli ormeggiatori dell’Asso-Ninfa, «Ardis non ha pubblicato la richiesta di rinnovo concessione degli operatori dell’Asso-Ninfa che si occupano degli attracchi barca sul fiume Sisto a Terracina. Gli operatori dell’Asso-Ninfa avrebbero presentato alla Regione la richiesta rinnovo per la concessione nel dicembre 2012,a scadenza delle concessioni precedenti. Nel frattempo altri hanno fatto richiesta per ottenere le concessioni sugli stessi pontili, e gli ormeggiatori di Asso-Ninfa temono di essere scavalcati. Sono intervenuti sul posto un’ambulanza, i vigili del fuoco e una pattuglia della polizia. A parlare con i manifestanti è arrivato il direttore del dipartimento ambiente della Regione Lazio Bruno Placidi.

Precisazione della Regione Lazio in merito alla protesta di questa mattina di fronte all’ingresso della sede della Regione sul mancato rilascio di una concessione demaniale lungo gli argini del fiume Sisto nel Comune di Terracina: «Parte dell’area è stata posta sotto sequestro dalla magistratura un anno fa circa, in seguito ad attività di polizia giudiziaria di diversi corpi. Inoltre, L’Agenzia regionale per la Difesa del Suolo, aveva ordinato già due anni fa il ripristino dello stato dei luoghi dell’area in oggetto. Di fronte a questa inottemperanza da parte del soggetto concessionario, l’Ardis ha espresso un parere idraulico negativo che ha determinato il diniego del rinnovo della concessione. Resta comunque la volontà della Regione Lazio di continuare a ricercare tutte le soluzioni per risolvere la vicenda, in un quadro di legalità e di trasparenza».

 

 

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