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Siria. Oltre 3 milioni di rifugiati. Obama, nessuna strategia in medio oritente

ROMA – Il numero dei rifugiati siriani nel mondo ha superato quota tre milioni. Lo afferma l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, precisando che in questa cifra non sono incluse le centinaia di migliaia di persone in fuga che non è stato possibile registrare come rifugiati. 

Ai tre milioni di rifugiati siriani nel mondo si sommano altri 6,5 milioni sfollati all’interno del Paese, facendo sì che «quasi la metà della totalità dei siriani siano stati forzati ad abbandonare le loro case e fuggire per sopravvivere», ha sottolineato il rapporto dell’Unhcr. La stragrande maggioranza ha trovato rifugio nei Paesi vicini, con la più alta concentrazione in Libano (1,14 milioni), Turchia (815mila) e Giordania (608mila). Altri 215mila si contano in Iraq e il resto in Egitto e altri Paesi. Si stima inoltre che ce ne siano ulteriori centinaia di migliaia che non si sono registrati.  In quella che l’Alto commissario Antonio Guterres ha  definito la «più grave emergenza umanitaria della nostre era», ci sono «segnali preoccupanti che il viaggio per uscire dalla Siria stia diventando sempre più duro, con molte persone costrette a pagare a check point che proliferano lungo i confini» e a dare «forti somme ai contrabbandieri». 

Intanto il presidente americano Barack Obama parlando della situazione dello Stato islamico in Iraq e in Siria, ha ammesso: «Non abbiamo ancora una strategia». «La nostra priorità adesso è proteggere gli americani sul territorio iracheno», ha esordito Obama nel suo briefing alla Casa Bianca. E

per fare questo «abbiamo bisogno di una coalizione regionale anti-Isis», ha spiegato il presidente, che annuncia anche l`invio del segretario di Stato John Kerry in Iraq. «Per avere successo dobbiamo avere un governo iracheno più inclusivo possibile», ha sottolineato Obama.

L`opzione militare è contemplata nella risposta alla «minaccia immediata» rappresentata dall`Isis, e l`esercito americano («Il migliore del mondo»), potrebbe distruggere il gruppo terroristico sul campo. «Ma una volta andati via la situazione si ripresenterebbe uguale a com`è ora». Obama ha spiegato anche che altri Paesi dovrebbero smetterla col sostenere l`Isis. Dopo la conferenza stampa, Obama ha incontrato i suoi consiglieri sulla sicurezza nazionale alla Casa Bianca per cercare di preparare un piano che poi sarà discusso al Congresso. Il presidente ha infatti annunciato che non intende ricorrere a un ordine esecutivo per affrontare la questione.

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