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Musica. Intervista a Massimo Priviero, che torna con “Ali di libertà”. VIDEO

MILANO –  Il 26 ottobre, Massimo Priviero si è esibito live all’Alcatraz di Milano per chiudere il tour di “ALI DI LIBERTA’”, l’ultimo album di un “poeta del rock”, che con questo disco celebra i venticinque anni di carriera artistica. 

L’amore per il rock d’autore, il folk, il blues, unito a quello per la letteratura e la storia, hanno accompagnato Priviero fin dalle sue prime canzoni nella fusione tra rock d’autore e poesia che trova piena conferma anche in questa sua ultima produzione, in felice equilibrio tra forza esistenziale, scrittura e grande impatto emotivo. Fra i vari riconoscimenti, “Ali di Liberta” è stato anche vincitore come disco italiano dell’anno nel referendum della più importante rivista musicale di settore. In occasione dei 25 anni di carriera, è possibile acquistare anche la limited edition in vinile di “Ali di libertà” (distribuzione Self). Il packaging contiene anche il cd, già in distribuzione nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.   Priviero si racconta ai lettori di dazebaonews.it in questa intervista di Valentina Marchetti

D. Quando ha capito che la musica sarebbe stata la Sua strada?

M. P. Da ragazzo.. non ho mai pensato che ce ne poteva essere un’altra. La musica è la parte emotiva della mia esistenza. Quella che alla fine conta sempre più di quella razionale… 

D. Quali sono state le Sue influenze musicali? 

M. P. Rock, Folk e Blues in generale… Dylan, Young, Springsteen… se vuoi qualche nome. In origine… 

D. “Nessuna resa mai” è il titolo di un Suo disco. Vorrei trarre spunto per chiederle quanto, secondo Lei, forse il rock in Italia si sia attualmente arreso o meno…

M.P. Non credo sia neanche più corretto parlare di rock, tanto più in Italia… In generale parlerei solo di musica d’autore, con più o meno valore artistico…

D. Che pensa dei talent show,  sono una chance in più?

M.P. Spazzatura mediatica dove gli ultimi colpevoli sono i ragazzotti strumentalizzati … Ci fossero stati tanti anni fa i Beatles o Dylan sarebbero stati scartati..ps non lo dico io, l’han detto loro..  

D.Come nasce il desiderio di girare l’Italia con Roberto Curatolo, col progetto  “Dall’Adige al Don” e “Storie dell’altra Italia”?

M.P. Da sempre sono un amante della storia contemporanea, che ho anche studiato e su cui mi son pure laureato, per quel che può interessare questa cosa. La dimensione teatrale e narrata della musica è altresì sempre stata molto intrigante per me, dunque quando è possibile fondere i concetti sono felice di esserci 

D. Che cosa ne pensa dell’ausilio delle tecnologie digitali. Sono un’arma a doppio taglio o solo un beneficio per la musica?

M.P. Soprattutto un beneficio se riesci ad usarle con controllo e intelligenza, cosa ovviamente per niente facile.

D. Come nasce il Suo disco “Ali  di Libertà”?

M.P. Non incidevo un album di inediti da sei anni.. avevo molti pezzi di vita dentro, molta biografia da condividere con la mia gente, molta forza esistenziale, molto amore. Fai conto comunque ad una riga che tiri nella tua vita in un periodo che ti sembra speciale e che hai desiderio di scambiare con chi ti è vicino. Per vedere quanto delle vite possono essere state ed essere simili. Così è stato per Ali di Libertà.  

D. 25 anni di carriera: un risultato eccellente, dei prossimi progetti può darci qualche anticipazione?

M.P. Sto scrivendo cose nuove, naturalmente … ma più giusto parlarne più in là..cosa che farò volentieri… 

D. Come inizia una Sua giornata tipo? 

M.P. Guarda, dipende molto se sono in giro per concerti o sono a casa.. considera che ho una specie di condanna che mi porta ad alzarmi sempre sul presto qualsiasi sia l’ora in cui vado a dormire … se è dopo un concerto mi sveglio presto ma sono un po’ rinco fino a mezzogiorno..se sono a casa il mattino è il momento migliore per fissare quello che magari hai pensato la sera prima… 

Massimo Priviero – Ali di Libertà – Video

 

 

 

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