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Fifa sotto accusa: vent’anni di corruzione alla guida del calcio mondiale

L’Uisp chiede regole nuove e una inversione di tendenza del mondo sportivo

ROMA – Dopo tre anni di indagini l’Fbi ha incriminato i vertici mondiali della Fifa per associazione a delinquere, frodi telematiche e riciclaggio di denaro. L’Uisp-Unione Italiana Sport Pertutti chiede un taglio netto con un passato opaco e sospetto: “È questo il momento, far passare altro tempo sarebbe un grave errore – afferma Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – Se l’inchiesta sul calcio mondiale dovesse confermare le accuse, siamo di fronte ad un fenomeno corruttivo che ha radici profonde e che, sommato ai recenti fatti di casa nostra, confermano quanto il calcio, lo sport rischino fortemente di minare alla radice i valori olimpici. Il Governo, il Coni, la Figc diano un segnale chiaro del cambio di rotta, diano un contributo convinto e netto”.

“È l’ultima chiamata, dopodiché è a rischio la dignità delle persone perbene che nel mondo del calcio e dello sport ci sono ma che sono state messe da parte evidentemente con un disegno preciso – continua Manco – Da molti anni la spettacolarizzazione del calcio e dello sport in genere, i diritti televisivi, il business e le speculazioni hanno trasformato il rettangolo di gioco in un terreno di battaglia a colpi bassi. Hanno sottratto il valore della persona, il popolare attaccamento alla maglia è un fenomeno ormai rarissimo, così come il forte legame tra società sportiva e comunità”.

“Lo stesso tifo popolare, quello genuino, si è da tempo allontanato dagli stadi soffocando passione ed opportunità di socializzazione. Al Governo italiano chiediamo regole e norme che permettano il superamento della semplice moral suasion, riconoscimento del valore sociale dello sport: l’autonomia dello sport non sia la mano libera per non rispondere eticamente e socialmente delle tante risorse pubbliche che lo Stato immette nel sistema sportivo ogni anno. Al Coni chiediamo un chiaro segnale di inversione di tendenza, da quest’anno c’è un fatto nuovo rappresentato dal nuovo regolamento degli Enti di promozione sportiva sulla trasparenza della loro consistenza e delle loro attività. Al presidente Malagò la Uisp ha già chiesto di procedere allo stesso modo nei confronti delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate. Si metta tutto a conoscenza di tutti e se qualcuno dovesse perdere qualcosa vorrà dire che pulizia è stata fatta. La Uisp chiede questo dall’inizio del mandato olimpico ed il presidente Malagò deve pretendere di più da un sistema sportivo e da un Paese che si è candidato alle Olimpiadi 2024”.

“Non è in gioco solo la credibilità del calcio o dello sport – conclude il presidente nazionale Uisp – continuano ad essere messi in crisi i valori etici, culturali e sociali di una comunità intera, italiana ed internazionale. Si torni a valorizzare la promozione sportiva, si investano più risorse nello sport di cittadinanza come occasione di sviluppo della persona, dei territori e come grande motore di coesione sociale. Lo sport di vertice ha da tempo abdicato all’etica dell’esempio facendo disamorare fette consistenti di popolazione e mortificando la passione sportiva popolare. La Uisp quindi rilancia i contenuti della campagna #CorroPer un’altra idea di sport che abbiamo fatto partire il 19 marzo con una iniziativa davanti al Parlamento, perché lo sport torni alla centralità dei propri valori popolari, del rispetto delle regole e del senso di comunità”.

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