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Grecia. Rischio contagio paesi vulnerabili

ROMA – L’accordo tra Grecia e BCE rischia di non trovare una soluzione equa.   Il governo greco, dal canto suo, vuole “la ristrutturazione del debito”, come ha detto il ministro delle finanze Yanis Varoufakis parlando in Parlamento ad Atene e punta ad un accordo entro domenica. Il portavoce del governo greco Gabriel Sakellaridis ha spiegato che Atene sta facendo del suo meglio per evitare un default e che una intesa sarà raggiunta molto presto. Tutti – ha aggiunto – anche i creditori, vogliono evitare un default del Paese, anche se la pressione dei creditori sulla revisione dell’Iva, ha aggiunto, è “asfissiante”. 

Il pericolo comunque rimane. Anche perchè il contagio della crisi greca e’ stato finora “limitato” ma in assenza di un accordo rapido i rischi di un impatto sui paesi vulnerabili dell’area euro potrebbero materializzarsi. E’ quanto sottolinea la Bce nel Financial Stability Report. 

“In assenza di un rapido accordo sulle necessita’ di riforme strutturali – spiega la Banca centrale europea – il rischio di un aggiustamento al rialzo dei premi sul rischio richiesti sui paesi dell’area euro vulnerabili potrebbero materializzarsi”. Per l’istituto di Francoforte, “la lunghezza e l’incertezza dei negoziati tra il nuovo governo greco e i suoi creditori hanno contribuito ad aumentare l’estrema volatilita’ nei mercati ellenici”. 

Sulla vicenda èp intervenuto Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: ”Il negoziato con la Grecia è il paradigma perfetto dei nostri limiti” come Europa e il default greco “non aiuterebbe il rilancio dell”economia europea e la timida ripartenza italiana”, puntualizza Squinzi nel suo intervento per l”assemblea annuale, ritenendo questo punto “una certezza”, anche senza l”uscita dalla moneta unica da parte di Atene. “Affrontata al suo emergere iniziale – dice – la crisi ellenica sarebbe già risolta, poi si è gonfiata di orgoglio e rigidità da un lato, d”inaffidabilità elettorialistica dall”altro, in una miscela che può essere micidiale”. Secondo Squinzi, “il campo su cui si farà l”Unione vera, su cui terrà la moneta unica, sono il lavoro e lo sviluppo costruiti su un progetto comune”. Invece, “stiamo alimentando lo scetticismo anche nei Paesi che hanno più beneficiato degli aiuti comunitari”. Il presidente di Confindustria fa anche riferimento al caso ”Brexit”, la possibile uscita della Gran Bretagna dall”Euro, sostenendo che “le imprese avrebbero ben poco da guadagnare dalla fine dell”Euro e la City di Londra di questo ne è perfettamente consapevole”.

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