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Papa negli Usa. La mercificazione è dura a morire nel capitalismo

WASHINGTON – Il consumismo americano è duro a morire, nonostante i tanti messaggi che Papa Francesco lancia ai fedeli condannando proprio quel capitalismo dove tutto diventa merce.

Eppure negli States impazzano i souvenir raffiguranti il Pontefice, in vista del suo arrivo previsto il 22 settembre. T-shirt, spillette, calamite da frigorifero, tazze commemorative, poster, bobbleheads (i pupazzetti con la testa che si muove), bottiglie di birra, ”mozzarelle” e perfino una linea di profumi. 

I commercianti americani continuano a inviare ordini alle fabbriche cinesi di Guangzhou per farsi trovare pronti allo storico appuntamento. ”The   industrial Papal complex”, il compresso industriale-papale, come lo definisce il Washington Post, è in piena attività per capitalizzare al massimo sui sei giorni che Papa Francesco, tra Washington, New York e Philadelphia, trascorrerà negli Stati Uniti. 

Non che nell’attesa che il Pontefice (dopo la tappa a Cuba) atterri negli Usa, non siano già stati fatti ottimi affari. La Royal Bobbles, azienda specializzata nella vendita di pupazzetti di personaggi famosi con la testa che fa su e giù, ha già venduto diecimila bobbleheads papali, a 25 dollari l”una. Altri affari d”oro li stanno facendo i pub e i bar che già servono la birra ”Yopo” (You only Pope once), mentre la ”Papal Pleasure”, birra appositamente creata dalla Manuyank Brewery, ha addirittura ricevuto la benedizione di un prete dell”arcidiocesi di Philadelphia. Alcuni dei souvenir che invaderanno i negozi e le bancarelle delle città visitate da Francesco appaiono di gusto decisamente discutibile. Ma del resto, come fa notare Rocco Palmo, un giornalista di Philadelphia che cura il blog ”Whispers in the Loggia”, non sono altro che una variante a stelle e strisce di oggetti spesso altrettanto pacchiani in vendita attorno al Vaticano. “Non si può camminare nel raggio di un miglio attorno a Piazza San Pietro senza essere sommersi da magliette, rosari, praticamente qualsiasi oggetto a parte gli aspirapolvere, con l”immagine del Papa stampata sopra”, ha ricordato Palmo. 

La ”Papamania” che sta per impadronirsi dei fedeli cattolici – e non solo- americani, con tanto di ”Pope parties”, feste papali che verranno organizzate durante i giorni della visita di Francesco, sarà quindi un buon affare per i commercianti statunitensi. Reso ancora migliore dal fatto che, sulle migliaia di oggetti che verranno messi in vendita, non dovrà essere pagato un centesimo per i diritti di sfruttamento dell”immagine del Pontefice. “In teoria il Papa e la Santa Sede potrebbero rivendicare il diritto di immagine, ma di fatto è come se avessero rinunciato a tutelarsi”, spiega Jess Collen, avvocato newyorchese esperto di diritto d”autore. E in fondo, riconosce Collen, è assai improbabile che i fedeli possano pensare che il Papa abbia avallato ufficialmente la vendita di quello che è (forse) l”oggetto più strano finora ideato in occasione della visita del Pontefice: un tostapane che stampa sulle fette abbrustolite il volto sorridente di Francesco.

 

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