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Renzi “via Tasi e Imu per tutti”. Ci una vuole una bella faccia tosta

ROMA –  “Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti”.E’ quanto ha annunciato il premier Matteo Renzi da Pesaro, dove è interventuto al Meeting di Comunione e Liberazione.

Non si conoscono i dettagli della nuova “sparata”, ma di certo ha il sapore della solita propaganda in un momento in cui la popolarità dell’ex sindaco di Firenze è in caduta libera. Tra l’altro il taglio della tassa sulla casa l’aveva già anticipato qualche mese fa, durante l’Assemblea del Pd all’Expo, in cui promise che il Partito Democratico diventerà il primo partito a tagliare le tasse.

“Non è possibile continuare questo giochino che un anno si toglie la tassa sulla casa, l’anno dopo si rimette e così”, ha puntualizzato Renzi.”Mi si dice: ‘ma la tassa sulla casa l’aveva tolta Berlusconi’. Non è vero, Berlusconi l’ha rimessa, insieme a Monti. E poi non si tratta di chi ha fatto o non ha fatto una cosa, ma se quella o giusta o meno”.

Promesse e premesse che probabilmente gli italiani sono stanchi di sentire, proclami a cui spesso non seguono i fatti e l’affluenza alle ultime regionali è la prova concreta di questa delusione. Non era proprio Renzi, l’uomo che una volta eletto avrebbe sbattuto i pugni a Bruxelles? Balle. Renzi, nel suo discorso ha parlato nuovamente di un’Italia di grandi opportunità e non di rimpianti. Peccato che le sue buone intenzioni vengano quasi sempre smentite in automatico dai dati socio economici, dalle percentuali sull’occupazione che la dicono lunga sulle politiche adottate da questo governo “imposto” e non “eletto”.

Renzi ha voluto giustamente esprimere parole cariche di “umanità” affrontando temi quali l’immigrazione e il Sud dell’Europa. “Prima salviamo le vite”, ha detto giustamente, dimenticando tuttavia quel divario economico che ha lacerato il tessuto sociale di questa Italia malconcia e dell’austerity che lui dopo Monti e  Letta ha prolungato sulla pelle degli italiani.

Che altro aggiungere leggendo la realtà. Ma Renzi, dall’inizio del suoi mandato, è diventato impermeabile alle critiche, o meglio, se ne frega altamente e va avanti per la sua strada. L’importante per lui è essere sempre il primo della classe, dimostrare la sua umanità al mondo quando l’occasione la richiede.

Usa parole come riformismo e riforme solo perchè sono i vocaboli divenuti obbligatori per chi non si dice nè di destra nè di sinistra, ma abbraccia come una religione quel becero neoliberismo che ha partorito una crisi economica epocale.

Pagheranno sempre i più deboli, i nuovi schiavi con il jobs act, i precari senza assenza di protezione, gli studenti che dovranno rinunciare ad una istruzione, grazie alla “buona scuola”, diventata appetibile solo per pochi eletti. Insomma stiamo attraversando uno dei periodi peggiori della nostra storia. Ci vuole davvero una bella faccia tosta.

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