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Ceniamo spesso assieme la mia amica Francesca e io. Stiamo nel nostro ristorantino preferito. E’ un posto rilassante, intimo, che si presta all’ascolto delle storie incredibili che racconta Francesca. Storie di uomini sposati.
 Dietro di lei una coppia silenziosa sembra in attesa di qualcosa. Lui, brizzolato ed elegante nel suo completo blu, con la fede al dito che luccica sotto la candela accesa, mi sta osservando e aspetta il mio sguardo. E’ un gioco che non mi è mai piaciuto, di cui anche stasera non sarò complice. Ma è innocente, senza conseguenze, una reciproca seduzione che ricarica l’autostima e la serotonina. “Quanto sei maestrina”, afferma la mia amica. Sarà!

Poi mi parla di Marco, il suo uomo sposato, che rimanda la separazione per la quinta volta. Mi dice, con gli occhi lucidi, che sua moglie ha appena scoperto di avere un cancro e che non può lasciarla proprio in questo momento. La mia amica sembra sinceramente dispiaciuta, non per la separazione andata all’aria, ma per la malattia. Non le passa nemmeno per un istante che sia l’ennesima bugia di Marco,  che continua a prenderla in giro affinando il suo cinismo; non si gioca con la morte di nessuno. Non si gioca con i sentimenti. Sentimenti? So che Marco frequenta un’altra donna da qualche tempo. Una moglie e due amanti: ci vuole un fisico bestiale. 

Sua moglie non è affatto malata di tumore, per fortuna.

 

Lui, Marco, sta cercando di interrompere la sua relazione con Francesca e ha scelto la strategia della vittima; si sente a suo agio nel tragico-patetico, forse per esorcizzare la sua ipocondria. Il copione sembra funzionare. A quanti milioni di mogli i mariti hanno allungato la vita raccontando alle amanti credulone storie simili? L’uomo sposato di fronte a me non desiste, mi fissa ora e accenna a un sorriso che vorrebbe complice. 
Abbasso lo sguardo. E’ davvero assurdo, penso. Cosa fa credere agli uomini di essere irresistibili? Il fatto che le donne, secondo statistiche, siano più numerose dei maschi? Intanto Francesca parla senza toccare cibo.


 Perchè (parla sempre più forte) adesso la situazione è cambiata; “quanto potrà vivere ancora non si sa, ma comunque è ‘terminale’, giusto?, e questo vuol dire che ci sposeremmo prima del previsto”. 
E’ lanciata ormai, fa progetti, organizza già la cerimonia funebre che ha deciso “molto sobria”, il viaggio di nozze, la nuova casa, perfino il suo abito da sposa: rosa? giallo? guscio d’uovo perchè il beige sbatte… quindi mi ha detto che “per un poco non ci potremmo vedere per educazione, rispetto per lei, si chiama Margherita”.  “Un nome davvero banale non ti pare?”. Ma mi sembra giusto, bisogna essere chic anche in quelle occasioni. “Anzi, ti dirò che uomini cosi non si trovano più, mi fa tenerezza; è cosi scosso, cosi fragile, vedessi… “

 Ora l’uomo sposato che mi sta di fronte inclina la testa malinconicamente e muove impercettibilmente la mano nella mia direzione. E’ un gesto delicato, poetico.

 

Però esagera – mi dico – se fossi sua moglie mi sarei accorta delle sue mosse, mi sarei girata per vedere verso chi, sin dall’inizio della cena, mostrasse cosi tanto interesse. Francesca si asciuga una piccola lacrima e prosegue: “Sono stata brava ad attendere che si decidesse, sola a Natale, sola durante le vacanze estive. 


Certo, all’inizio i bambini erano troppo piccoli per una separazione, poverino non poteva farlo, poi ha avuto problemi con il lavoro, i genitori in ospedale per quell’intossicazione che è durata mesi, poi la broncopolmonite, la sparizione del cane, e ha smesso di fumare “sant’uomo”, grande Marco, giusto cha avesse diritto a stare tranquillo per superare il momento clou della dipendenza… “

 L’uomo sposato ride forte, forse per attirare la mia attenzione. Un bel sorriso, il suo, che riesco a catturare al volo, una voce particolare che mi ricorda qualcosa che però non so definire, mettere a fuoco. “Perchè vedi –  continua Francesca –  nella vita è l’amore che trionfa ma non bisogna avere fretta, gli uomini hanno dei tempi diversi dai nostri per i sentimenti, non conta solamente la bellezza, il sesso; lo sai cosa mi dice? Sei il mio lunapark, il mio boogie boogie, il mio bunga-bunga! Capisci?”

 

Devo ammettere che sono perplessa e leggermente imbarazzata… per lei.

 Fino a che punto è lecito essere sinceri con i propri amici? So che Marco ha lasciato Francesca per un’ altra donna. La conosco. Sua moglie sta benissimo, i suoi genitori non hanno mai avuto nessuna intossicazione, il cane è sempre rimasto a casa, nessun problema di lavoro ha mai turbato le sue notti e continua a fumare due pacchetti di rosse senza filtro ogni giorno. Gli uomini saranno vigliacchi, cinici, bugiardi ma le donne, a volte, sono proprio orbe. Ma forse non è affatto come sembra questa storia. Può essere che Francesca abbia bisogno delle menzogne di Marco poichè non ha mai avuto l’intenzione di sposarlo e che non lo abbia mai amato. Ha solo aspettato che si liberasse di lei per liberarsi di lui. Una questione di delicata precedenza. Daltronde, nel carnet di Francesca risultano solo uomini sposati, non può essere un caso.
 Ora l’uomo sposato di fronte a me si è alzato e mi viene incontro. Si ferma al nostro tavolo e ci sorride. “Chiedo scusa, non ho osato interrompervi, signore, e ho aspettato per chiedervi gentilmente di spostare la vostra automobile perchè possa uscire dal parcheggio. E’ stata mia moglie, che non ha potuto fare a meno di ascoltare la vostra conversazione, a suggerirmi di pazientare… “

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