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Vaticano, pardon, il Papa si è sbagliato, profilattici proibiti in ogni caso

ROMA – Ieri pomeriggio l’Osservatore Romano ha pubblicato una Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede, cioè l’ex Sant’Uffizio, cioè l’ex Tribunale della Santa Inquisizione,  in cui si legge che le affermazioni di Benedetto XVI, contenute nel suo recente libro-intervista ‘Luce del mondo’,  sull’uso del preservativo per la prevenzione dell’Aids “non sono una modifica della dottrina morale né della prassi pastorale della Chiesa”. Insomma, abbiamo interpretato male le parole del Papa, la dottrina del Vaticano non cambia.

La frase incriminata era questa: “vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico”. Ora però, dice il Vaticano, il profilattico non si può mai usare perché è “… un peccato grave contro il sesto comandamento.”
E uno pensa : “ Sarà un regale di Natale alla diffusione della malattia che miete circa un milione di persone ogni anno” ma poi pensa “Ma non saranno così criminali da voler decimare l’umanità intera e da volere che la non contraccezione provochi milioni di aborti in nome di dogmi inventati lì per lì da questi gestori dell’alienazione religiosa”. E per essere sicuri di non pensare cose inesatte si vanno a leggere le norme vaticane che il nostro governo prontamente fa divenire leggi di stato, donando così, a questa istituzione misogina, che con la sua influenza nefasta provoca alle donne tragedie umane e dolore, la loro dignità, la loro salute, la loro libertà di scelta.

Elenchiamo qui sotto le norme che, secondo i nuovi parabolani, i cristiani dovrebbero seguire fedelmente da oggi e che i non cristiani devono seguire comunque perché obbligati da leggi ed emendamenti del nostro stato teocratico: “ Il Santo Padre afferma chiaramente che i profilattici non costituiscono la soluzione autentica e morale del problema dell’Aids e anche che concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità. (…) questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’Hiv, che è dovuto allo smarrimento umano che sta alla base della trasmissione della pandemia”.
Quindi, dice tra le righe l’ex Tribunale della Santa Inquisizione, il profilattico non è una soluzione ai milioni di morti per Hiv, in quanto la pandemia è mandata da Dio perché il genere umano ha smarrito il rapporto con il suo creatore. Ma i deliri non sono finiti.

“… il Santo Padre non parla – nel suo libro, ndr – della norma morale sulla contraccezione. Tale norma, tradizionale nella Chiesa, è stata ripresa in termini assai precisi da Paolo VI nel n. 14 dell’enciclica Humanae vitae, quando ha scritto che è esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. L’idea che dalle parole di Benedetto XVI si possa dedurre che in alcuni casi sia lecito ricorrere all’uso del profilattico per evitare gravidanze indesiderate è del tutto arbitraria e non risponde né alle sue parole né al suo pensiero”.

Come si evince da questi risoluti comandi del Vaticano l’uso del profilattico è escluso perché non rispetterebbe “il nesso inscindibile di significato unitivo e procreativo in ogni atto coniugale”.
Il divieto della contraccezione, se la società civile seguisse pedissequamente i precetti di questi ‘signori’, non solo porterebbe a milioni di gravidanze indesiderate e quindi di un grande numero di aborti, ma obbligherebbe le donne a vivere il rapporto sessuale sempre con l’angoscia di rimanere gravide e eliminerebbe la possibilità di una piena realizzazione sessuale della donna e dell’uomo fondante per una vera e sana identità umana.
Siamo sotto Natale, una volta si diceva che in questo periodo si deve diventare buoni, ma come si fa a non reagire quando questi personaggi che usciti dal secolo, dicono loro, vi rientrano continuamente per far della vita intima delle donne, ma anche degli uomini, un percorso a ostacoli tra obiettori di coscienza, leggi teocratiche, deliri spacciati per tesi scientifiche, tentativi continui per portare con la credenza religiosa il cervello di bambini, donne e uomini all’ammasso e alla dissociazione mentale.
Forse a Babbo Natale quest’anno dobbiamo chiedere di portarci per regalo il no del rifiuto, la vitalità per la resistenza, il pensiero libero per la ribellione continua, e magari anche una ‘santa indifferenza’ per tutte queste scemenze clericali.

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