Lunedì, 01 Luglio 2013 20:00

Il professor Monti prende lucciole per lanterne. Ad Arcore sceneggiata berlusconiana

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ROMA - Il professor Monti, ci scusi, ma sinceramente pensiamo prenda lucciole per lanterne. Ha intimato al premier Letta di riunire in tutta fretta un vertice di maggioranza perché, dice, “ senza un cambio di marcia riteniamo di non poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione”.

Il suo ex alleato, Pier Ferdinando Casini, la pensa diversamente . Ma non è questo quello che conta alla luce della sortita di Monti. Stando alle cronache il professore pensa a una  “ Koalitionsvertrag”, come quelle che si sono registrate in Germania, protagonisti, Spd e Cristiano democratici. Pensa a “ un  contratto di governo”  una sorta di documento che detta regole di comportamento cui si devono attenere le forze politiche che sostengono il governo, Pdl, Pd e Scelta civica. Un vero e proprio “ codice di condotta”. Ma dove vive, in che Paese pensa di trovarsi? Davvero può pensare che i democristiani tedeschi siano cosa simile al Pdl? Non lo crediamo. E se così fosse  il professore dovrebbe aggiornare le sue conoscenze politiche. Ma non ci vogliono trattati di storia politica. Basta porgere lo sguardo verso Arcore  per capire con che razza di “ alleati” si trova a fare i conti Enrico Letta.

Il cavaliere convoca i cortigiani  davanti alla villa del bunga bunga

Il cavaliere ha “ chiamato” i suoi fedeli a manifestare davanti alla sua villa. Non ha voluto fare neppure lo sforzo di muoversi, andare in qualche piazza, Manifestazione a domicilio con qualche centinaio di persone, parlamentari, esponenti del Pdl di cui si annuncia che passerà, come si dice, a miglior vita mentre dalla tomba risorgerà Forza Italia. Presi di  mira i magistrati, lui il martire. In particolare  Ilda Boccassini è la nemica numero 1. Si tessono le lodi di Silvio mentre si attenda che esca dalla villa del bunga bunga e si presenti ai suoi cortigiani. Non poteva mancare un “ giro” fra i manifestanti di Marina, la figlia del cavaliere, che sarebbe destinata, chissà quando, chissà come, a prendere il posto del papà.  Ma lui non si fida neppure di Marina, sangue del suo sangue. E’ il tipico padre padrone e, per ora, farà il sacrificio di essere ancora il numero 1 di Forza Italia ,risorta dalla tomba. “ Siamo tutti Berlusconi” fanno coro prendendo il là dai parlemntari, le  “ sue donne”. Ma lui non si vede. Sembra che i suoi avvocati gli abbiano consigliato di non varcare i cancelli della villa per arringare i cortigiani. E loro si sfogano gridando “ Silvio, Silvio”. Sono quei parlamentari, esponenti di quel partito, cui Monti pensa di far firmare un “ contratto di governo”, un “codice di condotta”.

Con la Santanchè in presidenza la Camera come un talk show

Se non bastasse il Pdl è quel partito i cui parlamentari propongono come vicepresidente della Camera  una come la Santanchè. Forse pensano di trasformare  Montecitorio in uno dei talk show dove lei la fa da padrona, urla, sbraita, si agita,  non consente ad alcuno di parlare, interrompe chiunque non la pensi come lei ,o meglio si permetta di criticare Berlusconi.  E’ con questa gente che Enrico Letta ha a che fare, per tenere insieme questa strana maggioranza deve fare i salti mortali. Non bastano i berluscones, c’è anche il fuoco amico, lo si accusa di “piccoli passi”.  Ma sarabbe interessante sapere quali dovrebbe essere i “grandi passi”che Letta deve compiere in simile compagnia. Ci domandiamo cosa farebbe Renzi se si trovasse a presiedere quel governo. Non lo chiediamo a Monti. Le sue scelte politiche lo abbiamo già sperimentate. Non sono state il meglio possibile. Al contrario. Il professore, con i “tecnici, aveva indicato il suo governo come  quello della austerità, della crescita, dell’eguaglianza.  Si è fermato al primo sostantivo. Non vorremmo che il “ contratto di governo” di cui parla Monti fosse qualcosa di simile, di  già visto quando stava a Palazzo Chigi. E non è stato un bel vedere.

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