Martedì, 23 Giugno 2015 09:54

Coalizione sociale. Qualcosa si muove

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ROMA - Il processo della Coalizione Sociale, dopo la assemblea di avvio di Roma ai Frentani, compie i primi passi e in molte città si stanno tenendo le assemblee per costruirla sui territori. Ma anche sul versante di ciò che resta della sinistra politica qualcosa comincia ad andare nella giusta direzione.

Per la prima volta uno dei massimi dirigenti di Sel parlano della necessità di sciogliere Sel per avviare un processo di costruzione di una nuova forza unitaria della sinistra. Pippo Civati è uscito dal Pd e ha costituito con l’iniziativa che ha tenuto sabato scorso a Roma una associazione, “Possibile”, che si propone di raccogliere i molti delusi dal Pd renziano. Il 4 luglio Stefano Fassina farà una sua iniziativa per discutere come creare una alternativa alle politiche, a partire da quelle della scuola e del lavoro, sempre più moderate del Pd.
L’11 luglio Sel terrà la sua assemblea nazionale e ci sono tutte le condizioni per pensare che la proposta avanzata da Ciccio Ferrara venga assunta dall’intero partito.
Sempre l’11 luglio Sinistra Lavoro terrà la sua assemblea nazionale dove ribadirà la sua internità al processo della Coalizione Sociale e la propria convinzione che tutto ciò che esiste a sinistra deve essere sciolto affinché si possa dare vita ad un unico soggetto politico alternativo alle destre e al Pd renziano. Paolo Ferrero ha rilasciato una dichiarazione entusiasta della assemblea di Civati e si dichiara favorevole per la costituente di una forza politica di sinistra.
Forse tutto questo avviene per stato di necessità. Ma questo non ha molta importanza. Ciò che è importante è che maturi in tutti la consapevolezza che nessuno da solo ce la può fare e che non funziona più l’assemblaggio di quel che c’è, già provato con Arcobaleno, Fds e Ingroia.
Da questo punto di vista la Coalizione Sociale può aiutare molto e dovrebbe essere vista da tutti non come una minaccia, ma come una grande opportunità.
È il momento di guardare all’interesse generale e non a quello della propria organizzazione.
È il momento della generosità .

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