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Trattativa stato mafia. Indagato il generale Mario Mori

PALERMO – Nella maglia delle indagini della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia dopo le stragi del 1992 è finito anche il generale dei carabinieri Mario Mori, indagato per per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Così il capo d’imputazione si aggrava ulteriormente visto che il generale è indagato anche per aver favorito la latinanza del boss Bernardo Provenzano.

Assieme all’alto ufficiale dei Ros è indagato per attentato al corpo politico istituzionale anche il suo ex braccio destro, il  tenente colonnello Giuseppe De Donno. Ricordiamo che nello stesso filone d’inchiesta sono indagati anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco palermitano Vito deceduto nel 2002,  Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e Antonino Cinà.

Tutta l’inchiesta ruota attorno al periodo stragista, durante il quale furono assassinati i giudici Falcone e Borsellino, che la mafia mise in atto al fine di creare un clima di paura, tale da poter trarre vantaggi particolari dagli uomini dello stato compiacenti. Richieste scritte nei pizzini e nel famigerato ‘papello’ dal capo di Cosa Nostra Totò Riina e consegnate brevi mano  al figlio di Don Vito da Nino Cinà, il medico del boss corleonese. Il papello una volta in mano del sindaco di Palermo avrebbe dovuto dare  inizio alla trattativa. Tuttavia resta ancora senza un volto il personaggio che Massimo Ciancimino, durante le sue deposizioni, ricorda come il Signor Franco. E qui entrano in scena anche Mori e De Donno che – secondo le rivelazioni di Ciancimino jr. – incontrarono più volte Don Vito.  Nel frattempo Mori replica alle nuove accuse mosse nei suoi confronti: “Continuerò a difendermi nel processo consapevole di avere soltanto combattuto la criminalità organizzata ottenendo sempre lusinghieri risultati e mai venendo a patti con l’organizzazione mafiosa”. Mori fa sapere  di non avere ricevuto alcuna comunicazione in merito. “Ove l’imputazione fosse confermata – ha precisato – gli argomenti a mia difesa mi rendono tranquillo”. Il generale  si riserva di valutare compiutamente la situazione allorchè sarà formalizzata la nuova iniziativa della Procura  e precisa che sulla vicenda erano già trapelate alcune indiscrezioni.

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