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Wikileaks fa paura ai potenti e non solo. E’ caccia a Julian Assange

ROMA – Julian Assange dopo aver messo il dito nella piaga della corruzione e dei massacri in tutto il mondo, attraverso il sito di Wikileaks.com, è diventato un personaggio scomodo, e non solo per i potenti della terra che lo temono come la peste bubbonica per la diffusione di documenti riservati e compromettenti, ma anche dai suoi stessi collaboratori.

Insomma il giornalista australiano è riuscito a scatenare un vero inferno, perchè l’informazione su internet sta sfuggendo al controllo delle elite politiche, diventando una vera e propria minaccia. D’altra parte mettere il bavaglio alla rete  con il suo flusso continuo di informazioni non è sempre facile, nonostante questo obiettivo sia diventato una prerogativa di molti governi che sanno molto bene che prima o poi le verità scomode arrivano al pettine. Proprio com’è successo dopo la denucnia di Wikileaks sui furti commessi dal presidente del Kenya, o sul riciclaggio del denaro sporco in Svizzera, oppure sui recenti documenti riservati che parlano dei conflitti mediorientali, dai quali, guarda caso, emergono torture, abusi, violazioni dei diritti umani ai danni di migliaia di civili in Iraq e Afghanistan. Tuttavia Assange, dopo aver reso questo servizio per un’informazione libera e indipendente a vantaggio dei cittadini, non è certo diventato un eroe.

Anzi, è considerato una sorta di mina vacante, un personaggio scomodo perchè è riuscito ad abbattere il muro dell’ipocrisia mediatica dei potenti. Le sue pubblicazioni sono state condannate perfino dalla democratica Hillary Clinton, che però si è ben guardata di commentare le uccisioni di migliaia di civili. Nick Clegg, il vice primo ministro inglese ha addirittura parlato di censura conveniente per Wikileaks.  E oggi il governo svedese, senza dare neppure una giustificazione plausibile, gli ha negato il permesso di soggiorno, sicuramente per paura di deteriorare i suoi rapporti diplomatici con gli Usa. I conti del suo portale scarseggiano, tant’è che il sito chiede un sostentamento attraverso le donazioni, e ciliegina sulla torta alcuni suoi ex collaboratori lo accusano di aver gestito male le informazioni riservate sui segreti militari, tant’è che stanno aprendo un sito analogo al suo, probabilmente dai contenuti più morbidi. Insomma Assange adesso è circondato da nemici, ancor più di prima.

E non solo dalla classe politica, ma anche da alcune testate d’informazione, come il New York Times e Fox News che tentano il tutto per tutto pur di screditare Assange. Un fatto alquanto anomalo che potrebbe far pensare che dietro a certe strategie mediatiche ci sia la mano dell’intelligence americana. Insomma la parola d’ordine è fermare Assange e il lavoro di centinaia di giornalisti ed esperti informatici che ricevono ogni giorno da fonti anonime i segreti di quel mondo  corrotto, che per alcuni dovrebbe rimanere tale. Ora l’hacker australianoè costretto a vivere in semiclandestinità, viaggia da un paese all’altro e spesso alloggia negli aeroporti evitando accuratamente quei paesi dove qualunque pretesto sarebbe buono per metterlo in gabbia e magari farlo tacere per sempre.

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