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ROMA – Immaginiamo l’inimmaginabile. Il premier Romano Prodi è indagato dalla magistratura di Bologna per essere l’utilizzatore finale di un poderoso giro di belle signorine, ampiamente disponibili e soprattutto ben pagate con buste da migliaia di euro.

Nonostante sia sposato da quarant’anni, l’attempato professore di economia industriale pare sia affetto da un’incontenibile “sexual addiction” che lo induce a frequentare e a palpare ragazze giovani, a possederle a gruppi di tre-quattro, ad organizzare cene e dopo-cena in una discoteca attrezzata con lap-dance nella sua casa nella campagna romagnola insieme a Silvio Sircana (addetto allo smistamento dei pezzi di femmina). Il premier, qualche mese prima, ha anche telefonato in Questura a Bologna ed indotto i funzionari a rilasciare una delle “sue” ragazze, risultata minorenne, asserendo che era nipote dell’emiro del Quatar. Non solo, ma un’altra delle frequentatrici del suo harem ha come fidanzato un narcos, tanto che nella cantina dove la giovane donna abita, alla Bolognina, è stato trovato un grosso quantitativo di droga. Si scopre che l’intera Bolognina è stata affittata da un centro di ricerca denominato “Nomisma”, di cui il premier è socio occulto.

I segugi de “Il Giornale” e di “Libero” si scatenano. Il primo quotidiano dedica 364 aperture in un anno (ne mancano quattro perché a Natale, Capodanno, Pasqua e Pasquetta non esce). I titoli vanno da “Il puttanaio bolognese del premier Prodi” a “Cacciamo via i papponi del Governo della sinistra”. Don Verzè diventa l’editorialista di punta del quotidiano diretto da un integerrimo Alessandro Sallusti e, dimenticandosi delle parole di Gesù, oggi in grande spolvero nella Chiesa berlusconiana (“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”), organizza una raccolta di firme in tute le parrocchie italiane, per ripristinare la Parola a Palazzo Chigi. Il più segugio di tutti è, però, Gian Marco Chiocci che pressa da vicino tutte le ragazze del premier, le insegue in ogni anfratto e riesce a farsi raccontare da alcune di esse non soltanto le cene a base di mortadella e lambrusco ma anche le “prodezze” del Presidente del Consiglio. Una di esse ne ha perfino registrati i gemiti nei momenti di climax: “Ragassi! Che goduria! Mi sembra di essere diventato uno studentello!”. Ma il grande scoop di Chiocci è la scoperta di un enorme contrabbando di Viagra nascosto in sacchi di piadine cotte in Montenegro. Secondo il più grande giornalista investigativo del quotidiano milanese le buste sono per il premier che non sempre ce la fa a reggere tutto quel ben di Dio.

Il grande settimanale mondadoriano “Panorama” dedica 44 copertine (solito problema, le festività) con fotomontaggi di Romano con la lingua di fuori, nudo, seminudo, che cerca gli occhiali e intanto annusa l’aria e inneggia alla fritola. Titolo migliore: “La Repubblica dei Prodi Scopatori”, con una serie di analisi di Sergio Romano che imputa al leader ulivista di aver tentato di subornare quei poveri magistrati che hanno solo la colpa di non aver guardato in faccia nessuno nelle loro indagini. Augusto Minzolini, nel frattempo diventato direttore di “Cronaca vera”, spara anche lui i suoi titoli: “Iris: io non volevo ma Romano mi ha promesso una cattedra di economia gestionale”.

Nulla in confronto ai titoli del TG5, di Studio aperto e di Emilio Fede. Il telegiornale di Mimun ha abolito qualsiasi altra notizia e dedica tutti i servizi allo scandalo, mentre Emilio Fede appare vestito da Madonna pellegrina e recita il rosario con Tarcisio Bertone ma, ogni tanto, confondendosi, gli solleva la veste con occhio alleprato.

L’informazione ha deciso di salvare la patria da un assatanato Presidente del Consiglio e chiede le sue dimissioni. I club della pubertà sono già pronti con i loro gazebo in tutte le piazze d’Italia mentre una Daniela Santanchè mai così in forma sta provando vari tipi di garrota. Il ruolo di Torquemada è stato affidato a lei da Benedetto XVI in persona.

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