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Oggi su «Il Fatto quotidiano» Luca Telese annuncia quella che potrebbe essere una novità politica di assoluto rilievo: l’impegno in politica del principale sindacato dei metalmeccanici. Niente di certo, ma qualcosa sicuramente bolle in pentola. Telese, infatti, racconta di come, negli ultimi mesi, la dirigenza del sindacato dei metalmeccanici abbia organizzato tutta una serie di incontri con i leader di riferimento di «Sel», «Idv», e ovviamente del Partito democratico per spingerli ad adottare, in vista delle prossime elezioni, impegni precisi sul fronte del lavoro. Il numero due della Fiom, Giorgio Airaudo dice: «Dobbiamo fare politica a viso aperto perché il sindacato e i lavoratori non restino più soli».

Il sindacato critico non sta avendo le risposte che si attende di avere dalla politica in tema di diritti e di lavoro. Per questo motivo sta pensando seriamente a costruirsi un futuro, addirittura con liste proprie, da presentare nel 2013. Gli incontri, però, proseguono, con il movimento dei sindaci e con altre realtà, come il gruppo che si riconosce nella rivista mensile «Micromega» di Paolo Flores D’Arcais. I punti fondamentali sui qualila Fiomchiede un impegno preciso ai suoi partners sono i seguenti: 1) la riforma della previdenza per quanto concerne i lavori usuranti; 2) leggi per il riconoscimento della democrazia sindacale; 3) una normativa sui precari; 4) salario di cittadinanza; 5)  L’elaborazione e approvazione di un Piano strategico sulle politiche industriali. Se un ipotetico cartello di sinistra dovesse vincere le elezioni del 2013, dovrebbe mandare in porto questi impegni.

È evidente come questa azione, che vede impegnata unitariamente l’attuale dirigenza della Fiom, rappresenti un elemento di divisione con l’attuale politica sindacale di Susanna Camusso e della Cgil. Su questo punto Gianni Rinaldini, ex segretario generale della Fiom, si mostra molto duro con la casa madre: «La Cgil avrà motivo per interrogarsi sui suoi rapporti di subalternità ai partiti» e sul fatto che finisce sempre per assecondare le mediazioni dell’attuale maggioranza che regge le sorti del governo Monti.

Ma intanto il principale sindacato italiano è impegnato nell’organizzazione della grande manifestazione del 2 giugno a Roma, che lo vedrà unito a Cisl e Uil con lo slogan: «Per una riforma strutturale del fisco, per favorire l’occupazione e lo sviluppo e affinchè il welfare non sia considerato un costo, ma una risorsa». Il corteo partirà alle 14.30 da piazza Mazzini per dirigersi a piazza del Popolo, dove parleranno Camusso, Bonanni e Angeletti. Proposte concrete dei sindacati da inviare al governo: l’utilizzo di una quota significativa di quanto recuperato nel 2012 dalla lotta all’evasione fiscale; l’istituzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze; accelerare un accordo conla Svizzeraper la tassazione dei capitali esportati.

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