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Ruby. Berlusconi in guerra con i Pm di Milano. Times: “Farsa avvilente e distruttiva”

ROMA – Dopo le notizie trapelate ieri su un possibile decreto anti intercettazioni arriva la smentita da parte del Capogruppo alla del Pdl Camera Fabrizio Cicchitto: “C’è stato un equivoco”  – ha detto ai giornalisti presenti a Montecitorio – “non mi risulta ci sia stata alcuna iniziativa per un decreto”.

E subito dopo l’esponente della maggioranza precisa che c’è un ddl  in stato avanzato dei lavori. Poi sul caso Ruby, Cicchitto fa notare che i legali del premier potrebbero denunciare “un evidente fumus persecuzionis” contro il capo del governo. Proprio sulla scottante questione Ruby arriva l’incalzante difesa del ministro degli Esteri Frattini, il quale punta il dito sulla violazione della privacy subita dal premier, che con tutta probabilità – dice – sarà denunciata a Strasburgo di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Ieri il presidente Berlusconi aveva minacciato di fare causa allo Stato e Frattini precisa che questa mossa non sarebbe un rimedio straordinario, perchè quando un cittadino si sente danneggiato ha diritto a rivolgersi al giudice competente per ottenere le dovute tutele.
E poi Frattini lancia l’ennesima  frecciatina al presidente della Consulta Ugo De Siervo sottolineando  che  criticare politicamente la Corte è un diritto. A dire il vero le parole pronunciate da Berlusconi contro la Corte Costituzionale hanno poco a che fare con la critica, bensì si sono rivelate un vero e proprio attacco.   Paragonare i magistrati milanesi a dei bloscevichi, ovvero a una sorta di associazione sovversiva è un fatto di una gravità assoluta,  che di fatto mette in serio pericolo gli equilibri tra i poteri dello Stato.

Proprio come ha sostenuto De Siervo, il quale ha giudicato “denigratorio e gravemente offensivo  continuare a sostenere che i 15 giudici della Consulta  giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche”.  De Siervo ha poi aggiunto: “Non siamo bolscevichi, nessuno di noi lo è. La Corte  lavora in modo più faticoso per il clima esasperato il cui obiettivo è quello di tutelare il primato della Costituzione. I giudici costituzionali garantiscono la più larga indipendenza di giudizio e contribuiscono  all’unità del Paese”.

Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini non ha lesinato critiche alla maggioranza definendo la sua politica ripiegata su se stessa e incapace di far ripartire un’Italia immobile. “La ricreazione è finita – ha avvertito Fini, rispolverando una frase pronunciata da Charles De Gaulee nel 1968 – , non ci sono più scuse per il circo mediatico”.

Ma l’episodio che continua a far discutere rimane quello di ieri, quando Berlusconi, ormai messo alle strette per la richiesta di giudizio immediato sul Rubygate, ha minacciato di far causa allo Stato. Oggi alcuni esponenti parlamentari hanno ironicamente replicato a questa iniziativa definendola una farsa: “Anche i cittadini italiani hanno diritto di fare causa a Berlusconi, il quale con la sua condotta ha provocato un danno enorme all’immagine dell’Italia.” Questa una delle tanti voci che si è sollevata dall’opposizone.

Critica lapidaria dal Times londinese

Una feroce critica sulle vicende giudiziarie del presidente del consiglio italiano arriva dal Times, lapidario nei confronti del premier. “Silvio Berlusconi mostra di non comprendere la differenza che intercorre tra il tornaconto personale e il dovere nei confronti del pubblico. Egli abusa la sua carica politica per i suoi fini e sfida chiunque a fermarlo: è da tempo passato il momento in cui questa farsa avvilente e distruttiva arrivi a una fine”. Così scrive in un editoriale il quotidiano conservatore britannico dal titolo “Abuso di potere”.  “La volgarità – prosegue l’articolo – è sempre stata una componente distintiva della sua avventura politica, ma un procedimento penale è un’aggiunta che oltrepassa l’ordinario squallore. Dovrebbe essere superfluo affermarlo, ma Berlusconi è distante dalla consapevolezza quanto lo è dal decoro, quindi ribadiremo l’ovvio: la sua condotta è incompatibile alla carica istituzionale che ricopre quindi dovrebbe dimettersi immediatamente”. E poi ancora: “Berlusconi, oltre a degradare la politica nazionale, ha infatti ricoperto di vergogna la diplomazia. La tentazione di definire il primo ministro italiano come un buffone le cui azioni sono dettate da vanità e venalità è alta. Purtroppo la verità è peggiore”. Questa la conclusione dell’autorevole giornale che per la prima volta ha usato parole fortissime contro il patron di Mediaset. Questa è una delle tante immagini negative che l’Italia sta producendo all’estero.

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