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Le carte che incastrano il caimano. Ruby: “Berlusconi sapeva che ero minorenne”

ROMA –  Berlusconi sapeva che Karima El Mahroug, alias Ruby era minorenne.

Eccome se lo sapeva. Tant’è che quando scoppia il caso non la rivedrà più, ma la chiamerà al telefono dicendole  “Ci potremo rivedere una volta che hai compiuto la maggiore età”.
E non solo. E’ sempre lui, il presidente del Consiglio, a suggerirle di dire a tutti che è la nipote di Mubarak, in modo da giustificare i lauti compensi che le ha messo a  disposizione, a partire dalla busta di 50 mila euro consegnata breve mani dal premier al primo incontro. Sono questi gli  stralci inediti dell’inchiesta Ruby resi noti quest’oggi da Repubblica. Una trentina di pagine scottanti che riprendono i  cinque verbali di interrogatorio, in cui è la stessa Ruby a spiegare ai magistrati la relazione con il Cavaliere, che dimostrano l’evidenza dei reati ascritti nell’impianto accusatorio e per i quali i Pm di Milano hanno chiesto il giudizio immediato. Una testimonianza decisiva quella che Ruby racconta agli inquirenti, nettamente diversa, tra l’altro, dall’intervista rilasciata  ad Alfonso Signorini, nella quale si odorava il tentativo di mescolare le carte, come estremo tentativo per ripulire l’immagine di Berlusconi.

Il giornale diretto da Ezio Mauro riporta i tratti salienti della testimonianza depositata agli atti della giovane marocchina, che partono dal 14 febbraio del 2010, giorno in cui la 17enne Ruby, figlia di un venditore ambulante marocchino, ha la netta sensazione che la sua vita di fughe dalle comunità, di piccoli furti e di prostituzione stia per finire. Grazie anche al fido Emilio Fede, che di fatto l’ha scoperta in Sicilia, (anche se lui dice di non ricordare questo particolare) e all’agente dei Vip Lele Mora che l’ha accolta nella sua scuderia, trampolino di lancio per la scalata al successo.

Almeno è questo che Ruby pensa e quando Berlusconi per la prima volta la vede e gli consegna la busta con 50mila euro in cambio di prestazioni sessuali, per lei si concretizza la reale possibilità di “svoltare”, e questa volta per sempre. Ma c’è dell’altro, perchè gli inquirenti scoprono che la ragazza marocchina è stata ben più di tre volte ospite del Premier. Insomma Ruby è onnipresente giorno e notte nella vita e nella casa del cavaliere. Come riporta La Repubblica  a Villa San Martino  c’è stata almeno 15 notti .  “Tra il 14 febbraio e il due di maggio, Ruby è ad Arcore il 14 (domenica), il 20 (sabato), il 21 (domenica), il 27 (sabato), il 28 (domenica) febbraio 2010. E ancora, il 9 (martedì) marzo 2010 ; il 4 (domenica), il 5 (lunedì), il 24 (sabato), 25 (domenica – Festa della Liberazione), 26 (lunedì) aprile 2010. A maggio, il 1 maggio (sabato – Festa del lavoro) e il due (domenica). ” E non solo. Nei 67 giorni di frequentazioni con il premier gli inquirenti tracciano anche 67 contatti telefonici. Insomma i due si sentivano praticamente tutti i giorni.  Ma quando per Ruby spunta la possibilità di ottenere qualcosa in più, come la casa all’Olgettina come altre avevano già ottenuto, è costretta a dire la sua vera età anagrafica al premier, il quale non dimostra alcuna preoccupazione, anzi. E così arriva  lo stratagemma: “Dirai a tutti  che sei la nipote di Mubarak così potrai giustificare le risorse che ti metterò a disposizione”. Una strategia costata molto cara al Premier, che il 6 aprile prossimo lo porterà nel banco degli imputati

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