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Berlusconi, oramai un caso clinico. Bulimia oratoria e c’è gente che ancora lo ascolta

ROMA – Secondo diverse persone, oramai, Berlusconi è un problema di cui dovrebbe occuparsi l’Organizzazione mondiale della sanità. Ma ogni giorno che passa e ogni volta che interviene a qualsiasi assise – al ritmo giornaliero o più che giornaliero – il problema si aggrava sempre di più, vista la sua bulimia oratoria e l’insensatezza di quanto afferma.

Già la platea cattolica di una delle più ridicole assise degli ultimi tempi – quella dei cristiano-riformisti che si celebra in questi giorni a Roma – dovrebbe alzarsi e andarsene nel momento in cui il premier si mette a parlare di famiglia. Ma non lo fa nemmeno quando esordisce dicendo “vi ringrazio per l’accoglienza, vedo tanti giovani, vi invito al bunga bunga”, a dimostrazione di quanto oramai sia pagliaccesca anche la presenza dei cattolici nella vita politica italiana.

BERLUSCONI POI CONTINUA CON LE SUE SOLITE BARZELLETTE. La più conosciuta è senza dubbio quella che racconta che la sua “discesa in campo” nel 1994 fu dovuta alla necessità di contrastare i comunisti che, altrimenti, avrebbero preso il sopravvento. Nello stesso tempo in cui pronuncia la parte finale della storiella echeggiano le parole di allora del suo Fedele Confalonieri: “La realtà è che se Silvio non scendeva in campo, ci avrebbero messi tutti dentro in galera”. E non si riferiva ai comunisti ma ai giudici e ai reati commessi. Ma il repertorio di barzellette del Capo è veramente infinito. Ne volete ascoltare un’altra? Eccola: “Politiche di sostegno alla natalità che favoriscano le donne che lavorano e vogliono essere madri, ma soprattutto una politica fiscale di favore per le famiglie, soprattutto con tanti figli, sono impegni fondamentali e prima della fine della legislatura intendiamo realizzare ad ogni costo”. Da crepare dal ridere.

PER FORTUNA CHE SUSANNA CAMUSSO METTE I PUNTINI SULLE “I”. “Berlusconi – ha detto la leader della Cgil – ha ricevuto le cedole delle sue aziende e le ha distribuite alla sua famiglia, questo è legittimo; ma perché quei soldi sono tassati al 12% e le nostre retribuzioni al 30%? Chi è ricco continua ad arricchirsi mentre chi è povero continua a impoverirsi”. Forse sarebbe il caso che i cosiddetti “cristiano-riformisti” assumessero più fosforo per sperare in un potenziamento cerebrale.

E POI LA STORIA DELLA “PATRIMONIALE”. Continua nella sua sarabanda oratoria (ci si scusi il termine eccesivo per le facoltà paranormali del Cavaliere), accusando la sinistra di voler introdurre una patrimoniale quando l’ha già introdotta lui con l’Imu (l’imposta municipale unica), con la quale si dovrebbe introdurre il federalismo fiscale. “Finché siamo noi al governo una patrimoniale non la faremo mai” asserisce e la dichiarazione equivale, in forza di verità, a quella per cui “non ho mai pagato una donna in vita mia, è una questione di dignità”. Gli risponde indirettamente una delle sue “donne” intercettata al telefono, dopo che le si prospetta l’ennesima nottata di fatiche erotiche a casa dell’inesauribile principale: “Speriamo che torniamo tutte con le tasche piene”.

SEMBRA ORAMAI PROSSIMO AL “GAME OVER”. Un birillo oramai senza tavolo, travolto dalla sua insipienza. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, così riassume questi scampoli di berlusconismo: “Siamo alla bulimia dell’oratoria berlusconiana. Ma è l’unica cosa che gli è rimasta. Ormai Berlusconi parla solo ma non governa più. I problemi del Paese non sono nella sua agenda, e in quella del Parlamento”. Chissà quando anche i cervelli dei cattolici di questo Paese se ne renderanno conto. Ammesso pure che si rendano oramai conto di qualcosa.

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