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“Habemus papam”: Habemus gran film. La recensione

ROMA – “Volevo fare un film che non dicesse le stesse cose degli altri, un film diverso” – così stamane in conferenza stampa Nanni Moretti che, come il Papa protagonista del suo lungometraggio, sembrava non avere risposte ultime, certezze rassicuranti. Sul significato della sua opera e le molte interpretazioni cui si presta, il regista ha lasciato libero chi voglia intendere.

Persino la cartella stampa offerta ai giornalisti non conteneva alcuna spiegazione, ma solo il lungo elenco dei titoli di coda: certamente non un caso.  Il lavoro di Moretti  fa riflettere e può semmai stimolare risposte:  é un film maieutico, qualità rara.

“Habemus papam” lancia un  messaggio subliminale contrario a quelli propinati  nella realtà dai “capi” che desiderano convincerci della loro invulnerabilità e infallibilità. Moretti racconta la storia di un uomo arrivato all’apice del successo, sia temporale che spirituale, che insignito della carica di Papa rifiuta di porsi a capo del “gregge  umano” e di esserne pastore perché,  di fronte a tanto potere,  ha paura delle responsabilità e  si sente inadeguato:  la storia di un “re nudo”, dei suoi sudditi sprofondati nell’angoscia di essere senza guida, la storia dello stordimento di chi si scopre senza “protezione” e deve  agire in autonomia.  Nanni Moretti questa volta lo fa con tocco surreale che, a tratti, ricorda le atmosfere del grande Louis Bunuel.

Prerogativa dell’età matura è accettare i nostri limiti, guardare “la nostra ombra” senza troppo spaventarci. Si può ipotizzare che “Habemus papam” nasca dal travaglio dell’artista maturo alle prese con la caducità della vita,  con un sé che può essere attribuito a chiunque, non solo a un pontefice massimo. Il fatto che si tratti di un uomo arrivato, di uno designato a condurre gli altri, è  la riprova che il vero successo sta dentro di noi, non è nelle conferme del mondo esterno.

In “Habemus papam” Nanni Moretti interpreta la parte di uno psicoanalista convocato a soccorrere il Papa in  depressione: un luminare abbandonato dalla moglie,  psicoanalista anch’essa, incapace di sopportare il confronto con il marito. Il leit motiv dell’inadeguatezza accompagna dal principio alla fine la trama spassosa, la sceneggiatura sapiente, la scenografia sontuosa, le battute delle quali si sorride. Film serissimo condotto sul filo dell’ironia  sino al finale  netto. La profondità e lo spessore del tema, che in genere si tende a rimuovere, potrebbero essere di ostacolo a un’accoglienza calorosa, ma “Habemus papam”,  è a mio modesto parere, il film più originale e difficile di Nanni Moretti: quello che, più di altri,  avrebbe diritto a restare nella storia del cinema.  

USCITA CINEMA: 15/04/2011
REGIA: Nanni Moretti
SCENEGGIATURA: Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli
ATTORI: Nanni Moretti, Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi, Cecilia Dazzi, Leonardo Della Bianca, Camillo Milli, Roberto Nobile, Gianluca Gobbi, Manuela Mandracchia, Rossana Mortara, Teco Celio, Roberto De Francesco, Camilla Ridolfi, Lucia Mascino, Ulrich Von Dobschutz, Giovanni Ludeno, Francesco Lagi
Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Alessandro Pesci
MONTAGGIO: Esmeralda Calabria
MUSICHE: Franco Piersanti
PRODUZIONE: Sacher Film, Fandango, in associazione con Le Pacte
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia 2011
GENERE: Commedia, Drammatico
FORMATO: Colore

 

Trailer



Trailer fornito da Filmtrailer.com

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