Libreria Dante & Descartes. “Le ricette di Vincenzina” di Libera Dolci. Recensione

“Nel tempo ho compreso perché, quando un pezzetto di pane ci cadeva a terra, la mamma ci diceva di soffiarci sopra e di mangiarlo. ‘Il pane non si butta’, diceva. Per rispetto alla fatica che la preparazione richiedeva”.

Lo scrive Libera Dolci, figlia del famoso poeta e attivista sociale Danilo Dolci, in “Le ricette di Vincenzina” edito nel 2026 da Libreria Dante & Descartes.  Non è solo un ricettario, ma un’opera etno-antropologica che raccoglie la tradizione culinaria siciliana di Vincenzina Mangano, prima moglie di Danilo Dolci, accanto a lui nei momenti più difficili. 

Vincenzina era una donna di Trappeto, un borgo di pescatori dove nel 1952 morì di fame il bambino Benedetto Barretta e Danilo intraprese il primo digiuno di protesta.

La parola cibo deriva dal latino cibus e indica tutto ciò che fornisce energia, sostentamento e piacere al palato, così il libro di cucina di Libera Dolci attraverso la mamma apre la porta di casa alle donne siciliane, ci fa comprendere mediante i ricordi il segreto delle vite dedicate all’accoglienza degli altri. 

Ecco una delle sue ricette: “Carciofi ripieni di mamma Vincenzina”. Ingredienti: 8 carciofi, 1 limone, 200 gr mollica grattugiata di pane di casa raffermo, 2 cucchiai formaggio grattugiato, 1 cucchiaio capperi sotto sale, prezzemolo, peperoncino se gradito, 2 spicchi aglio, olio d’oliva, sale.  

Ricetta creata dalla madre, visto che ne porta il nome. La semplicità nel cucinarla, la facilità di reperimento degli ingredienti, il loro riutilizzo domestico – ad esempio quello del pane raffermo grattugiato – indicano l’abitudine a valorizzare il cibo. Simbolo di una cultura che onora, come dice il sottotitolo, “doni della natura senza spreco”. 

Il libro è il riepilogo di una tradizione prettamente siciliana e popolare, un modus vivendi dell’offerta nutritiva.  Oltre sessanta ricette, tra salate e dolci, costituiscono anche un bagaglio che interessa chi è semplicemente curioso dell’arte culinaria, del tramandarsi del talento gastronomico. 

Scritto con l’ausilio dell’antropologa Cristina Vitale, il libro ha una postfazione della sorella Daniela Dolci, che scrive: “Le sue pietanze, preparate con prodotti semplici, genuini, stagionali, propri della cucina mediterranea, hanno nutrito migliaia di amici che sono passati dal Borgo di Dio, oggi denominato Borgo Danilo Dolci”.

Libera Dolci lavora in ambito educativo e formativo. Ha frequentato la Libera Università dell’autobiografia di Anghiari (Ar) acquisendo la qualifica di esperta in scrittura e metodologia autobiografica e nel 2025 ha pubblicato, sempre per conto di Libreria Dante & Descartes, il racconto sulla vita della madre e sul suo rapporto con Danilo “Vincenzina, mi chiamo Vincenzina”. 

Informazioni generali

  • Autrice: Libera Dolci
  • Illustratrice: Cristina Vitale
  • Casa editrice: Librerie Dante & Descartes
  • Anno di pubblicazione: 2026
  • Prezzo: € 12,00

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