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“Habemus Papam”. “Avvenire” invita a boicottarlo, “Dazebao” a non perderlo

ROMA – Il giornalista vaticanista Salvatore Izzo in una lettera ospitata su “Avvenire” lancia un appello contro l’ultimo film di Nanni Moretti: «Bocciamo Habemus Papam al botteghino – scrive – Saremo noi a decretare il successo di questo triste film, se ci lasceremo convincere ad andare a vederlo, perché il pubblico laico si annoierebbe a morte e infatti diserterà le sale.

È su di noi che si fa conto per recuperare l’investimento cospicuo che è stato fatto per ricostruire la Sistina in uno studio. Alla disinvoltura con la quale i media trattano i temi religiosi ormai ci siamo abituati – aggiunge – Il fatto nuovo di questi giorni è invece come alcuni opinionisti cattolici trattano il film di Moretti Habemus Papam. Così l’ospitalità che chiedo è per lanciare un appello: non fidiamoci dei critici cattolici, anche se preti, che lo assolvono (con una ben curiosa giustificazione: Moretti poteva essere molto più cattivo). Se vogliamo respirare l’atmosfera del Conclave – conclude Izzo – andiamoci direttamente alla Sistina: per i giorni della beatificazione i Musei Vaticani hanno prolungato l’orario di apertura e dimezzato il costo dei biglietti. Perché dobbiamo finanziare chi offende la nostra religione?».

E’ stato Oscar Wilde a dire che un’idea che non appaia pericolosa, non è degna di chiamarsi tale: Salvatore Izzo attribuisce al film di Nanni Moretti potere destabilizzante, dandogli la patente  di opera d’arte . Non c’è nulla di offensivo nei confronti della religione nell’ultimo lavoro del regista, profondamente religioso è invece   l’ approccio all’uomo raccontato con le sue inadeguatezze e paure, si tratti pure del Papa. Destino di tutti è la morte, nessuno è infallibile o onnipotente: i saggi dicono che sono grandi uomini coloro che si rendono conto del proprio limite. Nanni Moretti guarda solo la “nostra ombra” in faccia, ombra da cui non è esente nemmeno il Papa. Tutto qui.  
Per fortuna non tutti hanno paura della realtà:  Habemus Papam è primo al botteghino nel giorno del debutto in sala con 227 mila euro in 380 copie. «Negli ultimi tempi – commenta il produttore Domenico Procacci – si è gridato al miracolo per i risultati delle nostre commedie, e io come produttore di Qualunquemente di Antonio Albanese posso certo dirmi contento, ma i dati di Habemus Papam sono incoraggianti proprio perché testimoniano l’esistenza di un pubblico interessato anche ad altro e se nel film di Nanni ci sono spunti di commedia Habemus Papam è anche tanto altro».   Si “Habemus papam” è anche tanto altro e dazebaonews.it  invita a non perderlo, perché ama il detto cartesiano: “cogito ergo sum”.

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