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Ma i cosiddetti “Responsabili” non sono per niente sazi, vogliono un’altra decina di poltrone. Tremonti illustra il suo ennesimo “shock” all’economia, nella quale è previsto un diritto di superificie per 90 anni ai gestori delle spiagge

ROMA –  “Uno degli aspetti squallidi della politica che si registra ciclicamente ed è accaduto anche ora”  dichiara il finiano Italo Bocchini ed aggiunge: “Hanno pagato il prezzo previsto per il passaggio mercenario in maggioranza di alcuni parlamentari”.

Berlusconi ha pagato oggi la sua cambiale in scadenza al sostegno dato al Governo dai cosiddetti “responsabili”, un gruppo variegato di transfughi eletti con il voto di cittadini anti-Berlusconi che hanno pensato bene di usare queste preferenze come merce di scambio.

NOVE SOTTOSEGRETARI. L’infornata è consistita nella nomina di nove nuovi sottosegretari: Roberto Rosso all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo economico, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni culturali, Giampiero Catone all’Ambiente. Non avendo altra poltrona dove farlo assidere il premier ne ha creata una appositamente per Massimo Calearo, il principe dei transfughi, eletto nel Pd ma pronto a tradire il voto dei suoi elettori: è stato nominato consigliere personale del premier per il Commercio estero. Insomma una carica che non esiste in nessun manuale di diritto costituzionale.

Ma la fame dei “Responsabili” non si placa. “Se si vuole fare funzionare il governo nei prossimi due anni servono almeno altri dieci sottosegretari, il prima possibile” ribadisce Mario Pepe, il quale precisa come il loro gruppuscolo sia formato da “tanti piccoli movimenti, si pensi solo che ci sono cinque segretari nazionali di cinque partitini” e quindi bisogna accontentare un po’ tutti. Che siano poi effettivamente utili queste nuove poltrone lui cerca di dimostrarlo asserendo che “servono almeno altri dieci sottosegretari per la funzionalità delle commissioni”.

MERCATO DELLE VACCHE. “L’antico omonimo del neo sottosegretario Catone non avrebbe dubbi: uno spettacolo penoso che lo farebbe rivoltare nella tomba. Come a un mercato delle vacche, importanti posti governativi sono stati divisi secondo una logica spartitoria veramente inaccettabile, un’infornata di posti di (sotto)governo con cui è stato premiato il peggior trasformismo elevato a sistema” osserva la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro. Luigi Diliberto, segretario dei comunisti italiani, nonché ex ministro della giustizia nel governo Prodi denuncia: “L’infornata di nove sottosegretari è uno squallore unico, una di quelle cose che provocano disgusto e rivolta contro la politica, perché riducono la politica stesso a mero poltronismo e convenienza personale. Con questo governo siamo oltre il livello massimo d’allarme: lo svicolamento politico e sociale in atto in Italia non ha eguali in nessun altro posto del mondo, se non nelle finte democrazie”.

IL DECRETO SVILUPPO. Dopo aver espletato queste operazioni di rattoppamento della sua maggioranza, il Governo ha approvato il decreto sullo sviluppo economico che poi il ministro Tremonti ha spiegato in conferenza stampa. Il provvedimento prevede una serie di misure fra le quali: incentivi alle imprese che finanzieranno la ricerca scientifica e per le imprese che assumeranno nel Meridione, la trasformazione delle concessioni balneari in “diritto di superficie” per un secolo agli imprenditori delle spiagge, che così avranno maggiori poteri di natura contrattuale, snellimento degli obblighi burocratici per velocizzare l’approntamento di opere pubbliche, l’assunzione di 65 mila precari della scuola entro il 2013, una nuova normativa sul Piano casa cui gli enti locali dovranno obbligatoriamente adeguarsi e, infine, una stretta sui controlli del fisco per stanare gli evasori.

Critiche da parte delle opposizioni. Ermete Realacci sottolinea come il Governo non abbia previsto nulla in materia di “green economy”: “Le misure previste dal ddl sviluppo affossano il futuro del Paese. Non c’è traccia di alcun tipo di sostegno all’economia del domani, quella che già oggi è tra le più vitali del Paese, che da lavoro a migliaia di imprese, crea occupazione e senza la quale il trend economico dell’Italia sarebbe stato negativo”.

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