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ROMA – Molly Bloom  è un personaggio del romanzo Ulisse di James Joyce. Moglie del protagonista  Leopold Bloom, Molly incarna una parodia della Penelope dell’Odissea. Ma Penelope è fedele ad Ulisse, mentre Molly ha una relazione extraconiugale con Hugh “Blazes” Bolyan.

Joyce si è ispirato prevalentemente a sua moglie, Nora Barnacle; il giorno in cui si svolge il romanzo è il 16 giugno 1904, data del primo appuntamento di Joyce e Nora, ora chiamato Bloomsday.

Il monologo di Molly Bloom che conclude l’Ulisse è un lungo rapportarsi interiore, un parlare libero tra sé e sé, senza punteggiatura. Molly racconta le sue verità e le sue bugie mentre a letto aspetta il ritorno di Leopold. Esasperata dall’indifferenza del marito/Ulisse,  apre il suo animo e narra l’ esperienza e le sue emozioni di donna, in un vissuto così attuale da diventare modello femminile universalmente condiviso.  Questo monologo, come il romanzo Madame Bovary di Flaubert, è tra le  più precise e profonde forme di letteratura sulla sensibilità del “sesso debole”. Se pensiamo che il testo è di un uomo esso appare ancora più straordinario.

Impegnativo, come quasi tutti i monologhi, Chiara Caselli ha coraggiosamente prestato  corpo,  voce e regia a Molly Bloom. Una donna di carne, nervi, sangue, sussurri e grida, quella che emerge da una narrazione che è vera odissea della parola, che sul palcoscenico si fa avventura di vita grazie alle capacità dell’attrice.  La brava Chiara Caselli così dice del suo personaggio: <<Mi considero umile servitrice della scrittura di Joyce. È un tuffo vertiginoso nella mente, nel cuore e nella carne di Molly. Un essere umano. Unico e irripetibile, certo, come lo è ognuno di noi. Ma della nostra stessa materia è fatta Molly, miseria e nobiltà dell’essere umano, e sogni>>.

Dal 3 all’8 maggio
Chiara Caselli
in
Molly Bloom
Lettura scenica da Ulisse di J. Joyce.
Adattamento e regia di Chiara Caselli.
Produzione Just in Time – Mauro Diazzi

Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma

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