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ROMA –  Non c’è certo da stupirsi di quello che è successo oggi negli studi di Sky. Il confronto fra i due principali candidati, Giuliano Pisapia per il centro-sinistra e Letizia Moratti, sindaco uscente, per il centro-destra, ha dimostrato ancora una volta la scorrettezza e le miserabili menzogne che i gerarchi berlusconiani utilizzano come arma letale nelle competizioni elettorali.

Ma l’infamante e falsa accusa contro Giuliano Pisapia evidenzia un dato preciso: i sondaggi per la prossima fondamentale competizione elettorale milanese devono volgere al peggio se Letizia Moratti, solitamente cauta ed incolore nelle sue comparsate pubbliche, ha pensato di maneggiare, senza nessuna maestria, una menzogna così grande, per giunta lanciata nel suo ultimo intervento, quando il suo competitore non poteva più intervenire per smentire una condanna penale che non c’è mai stata.

Colto di sorpresa, per un fatto che aveva peraltro ricordato lui soltanto qualche giorno fa, Pisapia si è giustamente rifiutato di stringere la mano al sindaco di Milano, chiedendo a gran voce la possibilità di smentire l’accusa di essere stato condannato per il furto di un’auto per il quale era stato amnistiato in primo grado e poi assolto per non aver commesso il fatto in un appello che lui stesso aveva richiesto per vedersi riconosciuta la sua innocenza.

Dovrebbe essere chiaro soprattutto ai loro elettori di che pasta siano fatti i gerarchi berlusconiani. Letizia Moratti non soltanto ha amministrato pessimamente Milano (basti vedere gli enormi ritardi di realizzazione dell’Expo) ma oggi ha dimostrato come il metodo consolidato del berlusconismo faccia perno esclusivamente sulla “macchina del fango”, su false accuse sparate in viso ad avversari leali, la cui eco deve essere poi riflessa sulle televisioni di regime e sui giornali di Arcore. Lo stesso metodo utilizzato nella Unione Sovietica di Stalin contro gli oppositori all’interno del partito e rafforzato storicamente dalla repressione di ogni dissenso.

I “liberali” di Berlusconi non solo non affrontano quasi mai i confronti leali ed aperti ma quando lo fanno mostrano una totale incapacità di gareggiare ad armi pari, non essendoci abituati. Così il loro capo può raccontare falsità come quella propalata ieri in uno dei tanti comizi, quando ha accusato i governi di centro-sinistra di aver creato e tramandato l’enorme deficit pubblico, dimenticandosi il nome del Presidente del Consiglio che fu il vero iniziatore della spesa pubblica fuori controllo: cioè il suo padrino politico Bettino Craxi.

Gli elettori milanesi sapranno punire le menzogne di Letizia Moratti. Con il loro voto abbatteranno non soltanto uno dei peggiori sindaci milanesi ma anche il peggiore presidente del consiglio italiano dopo Benito Mussolini.

 

LA SENTENZA CHE SBUGIARDA LE MENZOGNE DI LETIZIA MORATTI

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