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Le olimpiadi di George ed Elisabetta

ROMA – In America danno la notizia per certa,  il nuovo film di George Clooney “The ides of march” aprirà la 68ma mostra del cinema di Venezia. Certo sembra anche che Elisabetta Canalis non sarà sul red carpet  accanto a lui perché si sono lasciati. La notizia più letta di oggi è questa: le questioni di cuore, con annessi misteri sessuali, assorbono il massimo della curiosità. Ci muove lo stesso impulso che da bambini ci spingeva a rompere i giocattoli per vedere com’erano fatti dentro.

I giornali di gossip azzardano le conclusioni più fantasiose: potrebbe essere stata una coppia-montatura, vincolata da una sorta di contratto utile a  farsi pubblicità.

C’è chi giura si trattasse di una farsa per nascondere la presunta omosessualità del divo hollywoodiano. Si narra che Brad Pitt e Matt Demon già si dessero di gomito: «Ma quale amore, George è gay, deve fare coming out, alla fine sposerà il suo fidanzato». L’indomani rettifica imbarazzata.

Altra tesi: lei è una fervente cattolica che desiderava un matrimonio e dei bambini, lui un convinto antimatrimonialista.  O ancora: trascorrevano troppo tempo lontani, non è anormale per due innamorati, fidanzati da meno di due anni.

Si racconta che George alla festa per i cinquant’anni si fosse mostrato alticcio e per nulla interessato a Elisabetta. A detta degli amici  «Clooney non ne poteva più».

Alfonso Signorini commenta: “Sono sicuro che a lasciarla sia stato lui come sono certo che per lei sarà stata una doccia gelata. Loro avevano un bel rapporto ma non più all’apparenza passionale; lui era molto paterno con lei e Elisabetta gli si appoggiava tanto”.

I social network pullulano di messaggi di solidarietà per  Eli: in questi casi la donna è vista come “parte lesa”,  l’uomo è  il principe azzurro che scalza lei da cavallo.

Il nostro villaggio globale è identico a quello che ispirava la penna di Jane Austin. Oscuro oggetto del desiderio,  il segreto che sta sotto le altrui lenzuola,  forse perché ciascuno può decifrarvi la propria parte insondata.

Solo i diretti interessati sanno la verità. Ma i sentimenti dei divi seguono gli stessi meccanismi della gente comune.  Esser ricchi e famosi non significa essere speciali ne, soprattutto, felici. Per dirla con Jesse Owens che vinse quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino nel 1936: “La vera olimpiade di un individuo è la sua vita interiore”.

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