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Mostre. Il Lazio ricorda Walter Chiari

ROMA –  A vent’anni dalla sua  scomparsa  si è sentito diffuso il bisogno di ricordare il grande  Walter Chiari,  ovvero Walter Annicchiarico.  Attore, show man di origini pugliesi, per  la precisione di Andria, ma milanese di adozione.  Come ha sottolineato Luca Barbareschi, presente all’inaugurazione a Roma della mostra che lo ricorda: “Non esisteva ancora una memoria che facesse onore al grande scomparso”. Presto in TV  partirà  anche la miniserie “Il nostro amico Walter”, fiction diretta da Enzo Monteleone e prodotta da Luca Barbareschi. 

Presente all’inaugurazione anche il figlio di Walter Chiari, Simone Annichiarico, conduttore televisivo di La 7 (La valigia dei sogni) e Mediaset (Italia’s got talent).  Simone Annichiarico è anche autore del  documentario “Meglio esser Chiari”, un coinvolgente viaggio alla scoperta del padre.

L’iniziativa della mostra è dell’associazione culturale Cineteca Lucana con il sostegno della Regione Lazio.  Nella capitale,  negli spazi della palazzina ex-Gil di largo Ascianghi (Trastevere) fino al 16 luglio, vengono offerti al pubblico  documenti suggestivi  della carriera del grande comico, protagonista della scena cinematografica, teatrale e televisiva.
Il suo primo film è  stato Vanità (1947),  l’ultimo Tracce di una vita amorosa (1990) di Peter Del Monte.  Oltre 100 i set frequentati, la mostra propone un centinaio di foto di scena in bianco e nero, piene di passione, storia e divertimento, provenienti per la maggior parte dal fondo della collezione Gambetti, oggi di proprietà della Cineteca Lucana. Le accompagnano 15 affiches originali di titoli che vedono Walter Chiari in compagnia di Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e Paolo Panelli, Vittorio Gassman, Vittorio De Sica, Anita Ekberg, Sofia Loren, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi in Io,io,io… e gli altri di Alessandro Blasetti,  insieme ad Anna Magnani nel memorabile  Bellissima di Luchino Visconti.
La mostra riporta alla luce l’ intensa attività teatrale di walter Chiari  – campione d’incassi con i suoi spettacoli brillanti –  dalla commedia “Un quarto d’ora libero” (1940/’41) a “Sogno d’artista, ovvero io, Feurbach” (1990/1991).
Intenerisce il familiare volto televisivo dell’attore,  show-man, presente in molti varietà della Rai, a cominciare dalla fine degli anni ’50, come la popolare “Canzonissima” con Panelli e Mina, edizione del 1968.  Ancora,  in una teca si può ammirare il suo primo e unico  libro:     “Quando spunta la luna a Walterchiari”, sottotitolo “semiromanzo quasi biografico”.  Era lui, c’è aria di Walter: riaffiorano i ricordi d’infanzia di molti dei presenti e la commozione.

 

 

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