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Venezia 68. La retrospettiva: “ Orizzonti 1961-1978 “, contributo a uno sguardo contemporaneo

VENEZIA – Si intitola Orizzonti 1961-1978 la Retrospettiva della 68. Mostra Cinematografica, che sarà dedicata al cinema italiano di ricerca anni ’60-’70, e che si lega idealmente a una novità delle recenti edizioni: la riformulazione di Orizzonti. Curata da Enrico Magrelli, Domenico Monetti e Luca Pallanch, la retrospettiva  rinnova la collaborazione con la Cineteca Nazionale per la riscoperta del cinema italiano dimenticato.

In uno scenario di grande fluidità di immagini, grazie  a una tecnologia digitale alla portata di tutti, la sezione Orizzonti  si è proposta di mettere a confronto stili e sguardi tra i più diversi. Creando, anche attraverso una programmazione retrospettiva mirata, nuove intersezioni tra vecchio e nuovo. “E’ un contributo alla ricostruzione storica dello sguardo contemporaneo”, puntualizza Marco Mueller.
Di seguito assaggi di ciò che gusteremo:
Le imprese di uno dei più innovativi gruppi artistici sorti a cavallo del ’68, il Laboratorio ’70, poi Gruppo di via Brunetti, formato da Marcello Grottesi, Paolo Matteucci e Gianfranco Notargiacomo e per un periodo dal geniale Gino De Dominicis, sono  immortalate dal fotografo e documentarista Mario Carbone in Zoomm, Track!: la ghigliottina trasportata a piazza del Popolo preannunciata dal rullo del tamburo: la rivoluzione è in atto; con i capelli tinti di rosso in sella a un tridem (bicicletta a tre posti), gesto narrato da Pasquale Squitieri sulle pagine di «Paese Sera»: “In Tridem a colori”; il colore rosso all’anilina versato nella fontana di piazza del Popolo, è gesto copiato in tempi più recenti.
All’interno del Centro Sperimentale di Cinematografia non sono mancate opere borderline,  nate  negli anni inquieti della contestazione. Come i due interessanti saggi di diploma In punto di morte di Mario Garriba e Sul davanti fioriva una magnolia di Paolo Breccia.
Girato in soli 15 giorni, con un budget complessivo di 7.819.000 lire, In punto di morte preannuncia il morettismo a venire (Io sono un autarchico, Ecce Bombo…) mettendo in scena “i sogni d’oro” di un giovane della piccola borghesia (interpretato da Fabio Garriba, fratello gemello del regista) che si rifiuta di crescere, sbeffeggiando e criticando tutti (la madre, gli amici, la ragazza). Splendidamente fotografato da Renato Berta, il film vince il Pardo d’oro come miglior opera prima al Festival di Locarno. Curiosità del destino: il regista Mario Garriba parteciperà come attore a Sogni d’oro e Bianca, entrambi diretti da Nanni Moretti.
“Sul davanti fioriva una magnolia”, fortemente voluto da Roberto Rossellini che fece ottenere all’allora giovane regista ben tremila metri di pellicola, fu presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e piacque a molti, soprattutto a Bernardo Bertolucci. Ma nonostante diversi apprezzamenti critici il film è rimasto inedito nelle pubbliche sale. Peccato perché oltre a essere uno straordinario saggio tra Godard, Straub e Bertolucci di Prima della rivoluzione, vanta un attore protagonista particolare: il futuro regista Peter Del Monte.

Tre titoli compongono lo “spazio Carmelo Bene”: Bis, Il canto d’amore di Alfred Prufrock, Hermitage. Bis di Paolo Brunatto è girato nell’appartamento di Maria Monti a Vicolo del Cinque a Trastevere (frequentato anche dal Living Theatre), Brunatto insieme a Marco Masini filma le prove di Carmelo Bene del primo atto dello spettacolo Il Rosa e il nero, tratto da Lewis, che andrà in scena subito dopo al Teatro delle Muse.

Il canto d’amore di Alfred Prufrock è il saggio di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Nico D’Alessandria. Saggio ambiziosissimo supportato dal genio (qui solo verbale) di Carmelo Bene (voce narrante) e di Luciano Berio (che cura la colonna sonora).

Hermitage è un cortometraggio diretto da Carmelo Bene che prende il titolo dall’albergo in cui è stato girato (suite 805 dell’Hotel Hermitage). Il talento di Bene rifulge in tutta la sua grandezza in questo oggetto inclassificabile, 24’ di cinema/anticinema/metacinema, con continui rimandi a se stesso, alla Storia, a storie precedenti e successive, alla coscienza disgregata di un uomo/attore che mette in gioco tutta la sua cultura distruttrice e si smarrisce in essa. Ieri come oggi. Prendere dieci in storia per far contenta sua madre, o uccidere sua madre per far contenta la storia…

Verranno presentati:
ANNA (1972-1975, 225’) di Alberto Grifi
IL POTERE (1972, 83’) di Augusto Tretti
IN PUNTO DI MORTE (1971, 57’) di Mario Garriba – I PARENTI TUTTI di Fabio Garriba (1967, 19’21’’) – VOCE DEL VERBO MORIRE (1970, 16’37’’) di Mario Garriba

SUL DAVANTI FIORIVA UNA MAGNOLIA (1968, 111’) di Paolo Breccia

LA QUIETA FEBBRE (1964, 10’10’’) – DIARIO BEAT (1967, 11’) – ATTACCO (Zen-Shin) (1970, 11’) LSD (1968-1970) di Romano Scavolini

REFLEX (1964, 8’) – FERRERI (1966-1969, 12’) – SOUVENIR (1967, 11’) – FILM (1967, 15’) – FOTOGRAFO (1966-1969, 2’32’’), VIETNAM (1967, 7’) di Mario Schifano

VIENI DOLCE MORTE (1967-1968, 50’) – BIS (1966, 20’26’’) di Paolo Brunatto

HERMITAGE (1967, 26’) di Carmelo Bene

IL CANTO D’AMORE DI ALFRED PRUFROCK di Nico D’Alessandria (1967, 20’)

IL RESPIRO (1964, 8’) – THE CITY (1961, 8’) di Axel Rupp

ZOOMM, TRACK! (1968, 9’50’’) di Mario Carbone

KAPPA (1965-1966, 47’) – SOGLIE (1978, 11’) di Nato Frascà

Eventi della Retrospettiva

IL VETTURALE DEL SAN GOTTARDO (1942, 83’) di Ivo Illuminati

L’ACCADEMIA MUSICALE CHIGIANA (9’20’’) di Vittorio Vassarotti e Franco Mannini (scene e costumi di Franco Zeffirelli)

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