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Crisi finanziaria. Tremonti, solo contro tutti, oggi vara la macelleria sociale

Sferzante il giudizio di Casini sul ministro: “Questo è scemo”. Un Esecutivo inetto vara oggi il decreto che colpirà come al solito lavoratori, pensionati e invalidi. Addirittura si prevede il taglio degli stipendi pubblici

ROMA – La “solitudine del ministro” è andata in onda ieri sera al Quirinale, quando Berlusconi e Tremonti si sono scontrati di fronte ad un Giorgio Napolitano sempre più perplesso sui contenuti del decreto contenente le nuove misure economiche che oggi dovrebbe essere approvato da Palazzo Chigi. Il Presidente ieri ha interrotto le sue ferie per avviare vere e proprie consultazioni con esponenti del governo, della maggioranza e dell’opposizione, oltre che con Mario Draghi che è oramai diventato il vero e proprio ispiratore delle misure economiche da varare.

BERLUSCONI VS. TREMONTI. Fra le poche cose che si sono potute acclarare in una giornata convulsa e caotica, c’è che il premier e il suo ministro economico non sono d’accordo su nulla. Non solo. Ma anche all’interno del Pdl si è oramai consolidata una fronda che, per bocca di Giorgio Straquadanio, avrebbe intenzione di non votare in Parlamento una manovra tutta impostata su maggiori tasse. Il premier proprio non ce la fa più a sopportare un Tremonti che mostra sempre più la sua saccenteria poco supportata dai disastri che fino ad ora ha provocato alla situazione economica del Paese.

MACELLERIA SOCIALE. La fumoseria tremontiana di ieri, denunciata apertamente da Bossi, è emersa quando il ministro ha illustrato sinteticamente alla commissione bicamerale i provvedimenti da varare. Nascondendosi sotto l’ombrello di Mario Draghi, il vero autore della lettera-diktat della Bce a Palazzo Chigi, Tremonti ha detto che le misure riguarderanno le privatizzazioni, le liberalizzazioni, un aumento sostanzioso dell’imposizione fiscale e perfino il taglio degli stipendi sui dipendenti pubblici. Quest’ultima notizia è stata per molte ore dibattuta sul web ma non sui giornali, che l’hanno sottovalutata, ad eccezione di “Rainews24”, anche perché le dichiarazioni del ministro sul punto facevano espresso riferimento a quanto indicato dalla lettera di Draghi e non ad una volontà del governo di colpire ancora una volta il settore pubblico, già ampiamente tartassato.

INDECISIONE GLOBALE. In definitiva, se il governo doveva rilanciare sui mercati un’immagine decisionista, ieri ha fatto esattamente il contrario. La maggioranza non è d’accordo su niente. Ieri notte c’è stata una riunione di emergenza della maggioranza a Palazzo Grazioli, dove si sarebbe raggiunto un accordo. Ma certo è che Bossi, fino a ieri sera, era contrario sia ad una patrimoniale sia ad un intervento sulle pensioni, tanto che ha prospettato l’idea che la lettera di Draghi abbia fatto parte di un piano concertato per far saltare il governo. A mezzanotte e mezza, Tremonti, uscendo dalla residenza privata del premier, ha detto che la riunione è stata “positiva e fruttuosa”.

INCONTRO CON LE PARTI SOCIALI. Il governo varerà i provvedimenti a mercati chiusi ma questa mattina incontrerà nuovamente le parti sociali. La Cgil è già sul piede di guerra e non potrebbe non esserlo, visto che cosa bolle in pentola. “Con una nuova manovra ingiusta per lavoratori e pensionati non si potrà non reagire” ha dichiarato Susanna Camusso rivolta principalmente a Uil e Cisl che, però, come sempre si guardano bene dal criticare l’Esecutivo (ma ci domandiamo cosa faranno la Cisl-Uil nella loro componente del comparto statali se Tremonti deciderà di tagliare gli stipendi pubblici).

BERLUSCONI IMBONITORE. A tarda notte il premier ha messo a punto la sua strategia. Dopo aver convinto Bossi dell’ineluttabilità di un intervento sulle pensioni e dopo l’approvazione serale del decreto, registrerà un videomessaggio con il quale spiegherà agli italiani perché è stato costretto a prendere provvedimenti così drastici, che vanno nella direzione esattamente contraria a quanto predica da diciassette anni. Il Cavaliere cerca disperatamente di recuperare un consenso che oramai gli è sfuggito completamente di mano. Probabilmente, sarà la sua ultima televendita, prima che gli italiani decidano finalmente di rispedirlo a Villa Certosa, a curare il suo parco di piante rare e di giovani ragazze perdutamente innamorate.

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