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Manovra. Ora spunta la tassa sui capitali scudati

Fonti del ministero di via XX settembre confermano un “prelievo minimale”, senza disturbare troppo i grandi evasori, nell’ordine dell’1-2%. Meglio infatti colpire malati e invalidi, togliendo loro pensioni e indennità di accompagnamento

ROMA – La novità è questa. Il Partito democratico ha proposto al governo di introdurre nella manovra economica una disposizione che disponga la tassazione straordinaria dei capitali scudati. Come noto, il famigerato “scudo fiscale”, nato dalla fervida fantasia del ministro Giulio Tremonti nel 2009, ha consentito ad anonimi possessori di capitali illeciti depositati all’estero di sanare il loro reato fiscale, in cambio di una modesta sanzione (il 5%) e a condizione che il capitale rientrasse in Italia. Il provvedimento fu preso anche da altri Paesi, come gli Usa e la Gran Bretagna, ma a condizioni meno favorevoli. In questi casi, i governi facevano soltanto uno sconto sulla pena da irrogare ma le sanzioni erano altissime (30%), con il pagamento di tutte le tasse arretrate non versate.

SI TRATTA DI UN “TESORETTO” DI CENTO MILIARDI DI EURO, di cui una parte effettivamente rientrata nei confini nazionali (40 miliardi) ed un’altra (60) rimasta colpevolmente all’estero. La legge tremontiana prevedeva l’anonimato delle posizioni e l’improcedibilità futura dal punto di vista delle verifiche fiscali. In pratica, si diceva al grande evasore: “Tu mi dai il 5% e io non ti romperò più le scatole”, nel più puro e tradizionale gergo culturale del nostro ministro economico. Si tratterebbe ora di mangiarsi quella promessa, colpendo soprattutto i capitali rimasti all’estero. Un prelievo straordinario del 5-10% darebbe come risultato 5-10 miliardi sul totale dei capitali scudati, una cifra assolutamente rilevante. Il Pdl non ha opposto la solita levata di scudi, segno che la proposta del Pd viene forse coltivata anche nel partito del premier.

IL GOVERNO PENSA IN REALTÀ AD UN PRELIEVO DELL’1-2%, chissà perché questo trattamento di favore per chi ha violato la legge, mentre i detentori di capitali in Italia ora saranno colpiti da un prelievo del 20% sulle rendite finanziarie. È quanto denuncia il Partito democratico, secondo cui “sarebbe risibile se fosse vero che il governo si orienterebbe su una tassazione minima (1-2%) dei capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale, considerato che negli altri paesi la tassazione si aggira su una forchetta compresa tra il 19, il 27% ed oltre”. Fonti del ministero di via XX settembre hanno ammesso ieri la prospettiva, sottolineando che “se non ci saranno ostacoli giuridici è possibile che alla fine si faccia, anche se la nostra posizione dipenderà anche dall’atteggiamento dell’opposizione”, rassicurando comunque i grandi malfattori che si tratterà di un “prelievo minimale”, che darebbe quindi un gettito di non più di 1-2 miliardi.

D’ALTRONDE IL TREMONTISMO NON PUÒ PRIMA ILLUDERE E POI GABBARE i grandi evasori ed esportatori di capitali illegali, che sono un po’ la bandiera della sua filosofia tardo-capitalistica. Nel 2009, il ministro sfidò a viso aperto le critiche anche violente di chi vedeva giustamente in quel provvedimento un vero e proprio regalo per la grande criminalità con il suo realismo nerboruto: che importanza ha che sono capitali illeciti, l’essenziale è che emergano e ci si possa finanziarie la cassa integrazione in deroga! Ora si tratterebbe comunque di violare la promessa, compromettendo futuri e radiosi nuovi condoni e nuovi scudi. Per questo si comprende la previsione di un “intervento minimale”, una sorta di obolo, suvvia, che priverà i ricchi di qualche cassa di champagne o di qualche ettolitro di cherosene per lo yatch.

CI SONO ALTERNATIVE  BEN PIÙ REDDITIZIE per le casse dello Stato, come ad esempio, lo stravolgimento dell’assistenza agli invalidi, con un taglio netto alle pensioni di invalidità e agli assegni di accompagno (su cui riferiamo a parte). I provvedimenti sono effettivamente allo studio dei tecnici e, secondo la denuncia del Pd, sarebbero contenuti nella “manovra bis” che l’Esecutivo sta mettendo a punto per reperire altri 24 miliardi. Si tratta di quella che il ministro Sacconi chiama “sburocratizzazione” dell’assistenza, che poi significa che lo Stato non se ne deve occupare più, perché troppo costosa, in luogo dell’applicazione del famigerato principi di sussidiarietà, secondo il quale poveri e invalidi possono essere aiutati dalle persone di buon cuore, quando possono ovviamente. L’essenziale è far passare finalmente per la cruna dell’ago i miliardari.

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