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Venezia 68. George Clooney: “Faccio film per porre dei quesiti”. Apertura con protesta dei lavoratori

LIDO DI VENEZIA  (dal nostro inviato)  –  “Il lungometraggio è un affresco lucido sulla politica statunitense e sulla macchina del fango, ma “non è un film politico”, così George Clooney nella conferenza stampa su “Le idi di marzo” il film in concorso che stasera inaugura la mostra di Venezia.

“E’ un film sulla questione della moralità” – ha continuato –  “Che significa essere disposti a vendere la propria anima per raggiungere un obiettivo? Avrei potuto ambientarlo anche a Wall Street, non l’ho mai considerato politico, è un film personale”   Parlando della lavorazione ha spiegato: “‘Eravamo in fase di pre produzione già nel 2007, ma poi c’è stata l’elezione di Obama ed il film era troppo cinico da poter uscire in quel momento. Abbiamo aspettato e lo abbiamo fatto un anno dopo. Faccio film perché questi pongano dei quesiti e credo che adesso, che abbiamo di nuovo un periodo di grande difficoltà, era il momento giusto per farlo uscire. Mi piace la regia e mi piace dirigere me stesso. E’ facile quando ci sono attori di questo calibro” –  ha sorriso sornione alludendo a se stesso.

Stasera Clooney, insieme ai protagonisti del film Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood e il produttore e cosceneggiatore Grant Heslov, ha fatto il suo ingresso in sala Grande alle 19.10 tra gli applausi del pubblico.
La cerimonia di apertura ha avuto ufficialmente inizio alle 19.20 con l’entrata in sala e il discorso di Vittoria Puccini, elegantissima ed emozionata madrina della 68* edizione. Intanto, al di fuori del Palazzo del Cinema, si consumava la protesta di alcuni lavoratori: la Cgil veneziana fa sapere che il personale di sorveglianza della Biennale arte, la mostra internazionale in corso fino al 27 novembre ai Giardini e all’Arsenale, ha assistito a tagli drastici del proprio numero, quasi un dimezzamento.

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