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Venezia 68. Al Pacino presenta Wilde Salomé: “Con i film sono un caso disperato….”. IL VIDEO

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) –  Al Pacino prima della proiezione di “Wilde Salomé”  ritira nella sala Grande rinnovata con poltrone foderate di marrone,  tipico dei bistrot eleganti di Parigi,   il premio “Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011”, riconoscimento dedicato a una personalità  che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

L’attore, assediato al Lido da fotografi e giornalisti  ha spiegato in conferenza stampa con parole torrenziali  la sua nuova opera  Wilde Salomé: “Avevo in testa una visione non una storia, ho messo insieme quello che mi veniva in mente per cercare di riflettere su Wilde, ma nello stesso tempo anche su me stesso. È un film molto personale. Il vero motivo per cui l’ho girato è Jessica, quando l’ho vista recitare dovevo averla prima che il mondo la trasformasse in una grande star. È stata graziosa e cortese a darmi di sì”.  Chiarisce di aver voluto “fare un collage, mettere insieme delle cose che alla fine potessero dare l’idea di quello che stavo facendo”. Un viaggio alla ricerca della principessa di Giudea, che volle su un piatto d’argento la testa di Giovanni Battista, figliastra di Erode (Al Pacino), e su quelle di Oscar Wilde, autore del testo teatrale del 1861.

Da il corpo a Salomé  Jessica Chastain, scoperta da Pacino grazie a The Tree of Life di Terrence Malick. “Un vero e proprio genio – dice Pacino di Wilde – pensatore liberale, visionario che auspicava una società più umana, che nella sua epoca camminava su territori pericolosi e che venne arrestato per le sue inclinazioni sessuali. La realtà  è che si voleva soltanto chiudergli la bocca”. Del suo lavoro come regista dice: “Venticinque anni fa ero diviso fra teatro e cinema. Poi ho iniziato a dirigere alcuni progetti personali, che tengo nascosti e non pubblicherò mai, e mi innamorai dell’idea di fare un film. Ma mi ritengo comunque un dilettante nella regia, sono soprattutto un attore, però mi piace dirigere i miei progetti ai margini. Se mi guardo indietro forse non rifarei alcune scelte nella mia vita, ma per quanto riguarda i film sono un caso disperato. Ogni volta mi riprometto di essere selettivo, di fare solo ciò in cui credo veramente. Diciamo che anche oggi, davanti a voi, ribadisco questo proposito per il futuro. Poi si vedrà”

Al Pacino su Wilde Salomé – ETV

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