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Rapporto Caritas. Ecco i nuovi poveri. LE FOTO

ROMA –  «Dobbiamo (…) acquisire un’adeguata competenza nella lettura dei bisogni, delle povertà, dell’emarginazione: un osservatorio permanente, capace di seguire le dinamiche dei problemi della gente e di coinvolgere direttamente la comunità ecclesiale in modo scientifico, non dovrebbe mancare in nessuna chiesa locale».

Riportava la Cei, nella nota pastorale “La Chiesa in Italia dopo Loreto”, nel 1985.
Eccoli, i nuovi poveri.   Hanno una casa e possiedono un lavoro, ma sono aumentati del 13,8 per cento,   e si arriva a 74 al Sud. È quanto emerge dal rapporto 2011 Caritas-Fondazione Zancan, presentato a Roma in occasione della giornata mondiale di lotta alla povertà.  Istituita dall’Onu, per ricordare il 17 ottobre 1987, oltre centomila persone si riunirono al Trocadéro di Parigi (dove fu firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nel 1948), in segno di solidarietà con le vittime di miseria e ingiustizie sociale. La presentazione è avvenuta presso la Pontificia Università Gregoriana. Uno degli aspetti più preoccupanti della ricerca è che fra i «nuovi poveri» viene registrata un’ ampia quota di giovani.

 

Infatti il 20 per cento delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto ha meno di 35 anni. Secondo il rapporto della Caritas,  in soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani in difficoltà è cresciuto del 59,6 per cento. “Un altro aspetto importante, collegato alla situazione di «nuovi poveri» è che il 76,1 per cento (era il 70% nel 2005) di questi giovani non studia né lavora. Un aspetto molto preoccupante di tale tendenza è che le nuove situazioni di povertà che si affacciano ai Centri di Ascolto delle Caritas diocesane sono sempre meno legate a storie di persone sole e sempre più caratterizzate da un coinvolgimento complessivo dell’intero nucleo familiare. Tutti i membri della famiglia si trovano a vivere, in modi diversi, una condizione di stress e di sofferenza, anche se sono le donne e le nuove generazioni a pagare il prezzo più elevato.  “, è quanto emerge dalle parole di Monsignor Mariano Crociata, “Scuola e lavoro, infatti, sono i fattori decisivi per le nuove generazioni chiamate a costruire progetti e prospettive di realizzazione per sé e per la collettività intera. E un riferimento ulteriore esigono le persone e le famiglie immigrate, nelle quali ancora una volta sono le donne, i bambini e gli adolescenti a subire gli effetti peggiori del crescente impoverimento generale e le conseguenze di una cittadinanza incompiuta che espone maggiormente alla povertà.” 
 Il direttore della Caritas, sac. Vittorio Nozza, nella presentazione al rapporto,  indica chiaramente quali sono le strade da battere: “Sono necessarie ampie riforme strutturali: di contrasto della povertà economica, di sostegno alla situazione-condizione familiare e di opportunità di inserimento lavorativo. Tali  riforme strutturali non possono che essere sotto diretta responsabilità delle istituzioni pubbliche.”
Più chiaro di così…

 

Le foto. per aprire la galleria clicca sull’immagine

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