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All’Università di Bologna la Cartografia delle lotte

BOLOGNA – Si chiama  “Cartografia delle lotte” e ha preso inizio ieri, all’Università di Bologna: un ciclo seminariale trasnazionale organizzato da Commonware Bologna, nato da una costola di Uninomade. 

Cosa accumuna la “primavera araba” con le rivolte brasiliane? Qualcosa lega le acampadas spagnole, piazza Syntagma, Occupy con la Turchia? Qual è la funzione dei “saperi” nel capitalismo “post-industriale”nei confronti della  cooperazione sociale?


Si arriva alla possibile  risposta attraverso le relazioni di Franco Bifo Berardi, filosofo, e di Nicolas Slachevsky    Aguilera, compagno del movimento studentesco del Cile e della rivista “Moltitude”. 
I luoghi di produzione dei saperi, le Università, stanno cambiando: manca l’ascensore sociale che un tempo garantiva l’essere laureato e  i saperi sono frammentati.  Per Aguilera le lotte hanno iniziato a svilupparsi sul tema dell’istruzione, ma anche temi di contenuto, che hanno ingenerato discussioni e autoproduzione dei saperi , cercando di aprirli alla molteplicità. Gli obiettivi delle mobilitazioni consistono nella demunicipalizzazione degli istituti, nella gratuità dell’educazione di base e superiore, nel farla finita con il profitto e in una maggiore partecipazione democratica degli studenti e dei lavoratori nelle istituzioni formative. Il movimento studentesco cileno ha mostrato che questa lotta è una lotta di classe.  L’emergenza dei movimenti sociali in Cile si presenta come reazione alla conformità, si articolano saperi di resistenza all’oligarchia liberale, una lotta che distrugge le forme di educazione, soggettivazione e socialità capitalistiche.
 Franco Berardi si ferma sull’etimologia del seminario: le lotte ci sono, ma non servono. La forma degli ultimi quindici anni è inefficace nei confronti di una classe capitalistica non più responsabile, politicamente; si aumentano lo sfruttamento, il tempo di lavoro, e si riducono le spese per l’educazione e la sanità. Il potere costituente è su un terreno astratto, difficilmente raggiungibile. Il Papa dice che la Chiesa dovrà operare come un ospedale da campo.  L’esplosione delle culture della Rete degli anni ’90 è il costante tentativo di liberasi e di  sfuggire collettivamente al primato dell’economia sulla vita umana. Nel 2011 dalla rivolta degli studenti londinesi all’acampada spagnola all’occupazione di Wall Street alla rivoluzione tunisina ed egiziana parve che la sollevazione potesse fermare l’offensiva del sistema bancario. Ma si è trattato di esplosioni di violenza precaria, a cui manca la costanza e la tenuta nel tempo..
Bisogna iniziare a ragionare sui saperi, propagare la “pedagogia militante”; sovvertire, destrutturare, come possibilità che permane. Probabilmente l’innovazione positiva avverrà,  ma se vogliamo ragionare in prospettiva, dobbiamo attrezzarci alla reinvenzione della produzione dei saperi.  

 

Programma “Cartografia delle lotte”

Gli incontri si svolgeranno alle ore 17 nell’Aula 4 di Scienze Politiche (Strada Maggiore 45). Il giovedì precedente ogni incontro (Aula 4, ore 17) ci sarà il Laboratorio Commonware di discussione, preparazione ed elaborazione comune. 

mercoledì 6 novembre: Saperi – Franco Bifo Berardi e Nicolas Slachevsky Aguilera

mercoledì 20 novembre: Città e metropoli – Agostino Petrillo e Simona de Simoni

mercoledì 18 dicembre: Precarietà e welfare – Andrea Fumagalli e Andrej Kurnik

mercoledì 22 gennaio: Corruzione – Marco Bascetta e Gian Luca Pittavino

mercoledì 29 gennaio: Composizione di classe – Christian Marazzi e Salvatore Cominu

mercoledì 12 febbraio: Generi e Generazioni – Cristina Morini e Sguardi sui generis

mercoledì 26 febbraio: Mobilità – Sergio Bologna e Anna Curcio

mercoledì 26 marzo: Rete – Tiziana Terranova, Benedetto Vecchi e InfoFreeFlow

mercoledì 30 aprile: Crisi della rappresentanza e comune – Carlo Vercellone e Raúl Sánchez Cedillo

mercoledì 21 maggio: Produzione di soggettività – Federico Chicchi e Jason Read

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