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Caso Mills. Rinvio per legittimo impedimento per Silvio Berlusconi

MILANO – Giusto ieri Silvio Berlusconi ha ribadito convintamente che sarebbe stato presente in tribunale per all’udienza del caso Mills. Invece …

Invece siamo al legittimo impedimento. Non poteva essere diversamente vista la giornataccia a Bruxelles con relativa “bocciatura e risatina” europea per il Presidente del Consiglio. Oggi si sarebbe dovuto svolgere l’interrogatorio in videoconferenza dell’ormai noto avvocato Mills, il quale pare si sia fatto corrompere dal premier. Causa legittimo impedimento i giudici hanno rinviando al  28 novembre prossimo l’udienza che vedrà protagonista l’avvocato inglese.

L’udienza si è aperta con la lettura dell’avvocato Niccolò Ghedini di una nota della presidenza del Consiglio dei ministri, che: “in seguito al Consiglio europeo che si è tenuto a Bruxelles e in previsione di un nuovo Consiglio europeo e del vertice dell’Eurogruppo, Berlusconi è legittimamente impedito ad essere presente al processo milanese” in quanto, si motiva, l’agenda del cavaliere prevede un appuntamento alle 10:00 con Giulio Tremonti, alle 12:00 con il presidente Napolitano e alle 18:00 al Consiglio dei ministri.
Con il rinvio, si dilunga un processo che rischia la prescrizione a causa della linea difensiva degli avvocati del premier che invece che argomentare puntano all’ostruzionismo, presentando liste interminabili di testimoni, e fascicoli di lungaggini, tutto condito con continui rinvii.

A tale proposito Ghedini dichiara che: “Sentenza a metà gennaio? Sì perché hanno tolto nostri testi” riferendosi all’accelerazione data dai giudici che hanno “scremato” di molti faldoni irrilevanti la pratica. Se la tempistica non cambia, il pm De Pasquale, potrà tenere la sua requisitoria il 22 dicembre.
Ghedini aspro ipotizza che è possibile una sentenza per gennaio perché: “ci hanno tolto tutti i nostri testimoni – infatti, senza la scrematura – la sentenza sarebbe stata un po’ più in là e probabilmente sarebbe stata una sentenza più giusta” polemizzando che: “i processi a rischio prescrizione non vengono nemmeno celebrati. Ma qui l’imputato è il presidente del Consiglio quindi questo processo ha una corsia preferenziale.
Berlusconi deve rispondere di corruzione in atti giudiziari e dovrà chiarire in sede di interrogatorio il 5 dicembre.
I difensori del premier Ghedini e Longo hanno anticipato che è in “forse” l’interrogatorio di Berlusconi, pertanto spiegano che, tutto sarà subordinato ad “alcune circostanze che ancora non sono maturate” e sarà determinante la valutazione tecnica dell’esito dell’esame di David Mills, per cui non si esclude la dichiarazioni spontanea.
È evidente che il Tribunale di Milano non lascerà nulla di intentato al fine di concludere l’iter giudiziario con la sentenza prevista per metà gennaio.

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