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Presidente croupier. La Glaming sotto inchiesta da Report

ROMA – Mentre Renzi candida le idee alla Leopolda, Silvio Berlusconi acquisisce un altro business da capogiro, ovvero l’affare milionario del gioco d’azzardo on line, un fenomeno dilagante che sta portando alla bancarotta centinaia di famiglie.

Si chiama  Glaming una delle società  concessionarie per conto dello Stato che raccolgono le giocate.  Società il cui 70% è riconducibile alla Mondadori del Cavaliere e per il 30%  alla Fun Gaming, il cui capitale è a sua volta custodito in due società:  la Entertainment and gaming invest con il 49% e la Buel srl con il 51%, che guarda caso è riconducibile a Marco Bassetti, consorte del sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi. Una tripletta davvero entusiasmante.  

Ieri ne ha parlato ampliamente la trasmissione di Milena Gabanelli “Report”, nella quale è emerso il solito problema, mai affrontato con incisività dalle stesse opposizioni che gridano allo scandalo, ovvero il conflitto d’interessi, specie in un momento di crisi come questo dove il business specula sull’illusione popolare di vincere premi milionari tanto da poter uscire da una condizione disagiata. Insomma un presidente dalla doppia versione. Da un lato l’uomo che vuole far credere di avere a cuore la sorte dell’Italia  e dall’altro l’avidità speculativa sulla pelle dei suoi stessi concittadini.

In Italia, si sa, il gioco d’azzardo è vietato in linea di massima, a meno che – e la legislazione lo permette – non sia autorizzato dall’autorità pubblica. Ma in un paese allo sbando come l’Italia, ormai le lotterie sono diventate una delle risorse da non voler abbandonare, perchè lo Stato, nonostante i tagli, ha perfettamente capito dove affidarsi per reperire risorse economiche senza troppa difficoltà. E così pubblico e privato si affidano al cosiddetto “gioco d’azzardo”, ritenuta dagli psicologi una vera  e propria patologia ossessiva, che continua a portare sul lastrico migliaia di famiglie italiane.

Ma la domanda è un altra. Chiunque può entrare nel business del gioco d’azzardo?
La risposta è “no”. Le concessioni possono essere rilasciate solo dai Monopoli di Stato, nel rispetto etico, avrebbero il compito di garantire la massima trasparenza. Sarà possibile? Per ora regnano  tanti dubbi. L’odore di bruciato potrebbe essere dietro l’angolo.

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