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Bye Bye Berlusconi. Questa volta senza censura

ROMA – Questa volta l’inevitabile “bye bye Berlusconi” sarà senza censure. Non come avvenne nel 2005 quando uscì il film di Jan Henrik Stahlberg che, ahimè,  non fece mai il suo ingresso nei cinema italiani per via della censura di regime, che per 17 anni ha fatto il bello e il cattivo tempo. 

Ieri, perfino Vladimir Putin ha voluto ricordare il suo fedele amico Silvio, davanti agli esperti internazionali del club di Valdai. “Penso che sia uno dei migliori uomini politici d’Europa”, ha detto Putin. E poi: “È uno degli ultimi Mohicani della politica”. E c’è da credergli, perchè dopo le dimissioni di B. all’ex dirigente del KGB sovietico mancheranno soprattutto gli affari con l’amico di merende. E chissà cos’altro, visto che Putin afferma che il cavaliere avrebbe rivelato la sua discutibile vita privata “consapevolmente, per attrarre attenzione”. E di sicuro in questo c’è riuscito fin troppo bene.

Nel frattempo, l’attenzione di oggi è tutta concentrata non tanto sulla Legge di stabilità, che alla fine senza troppo can-can ricadrà sulla pelle dei più deboli, ma sulle dimissioni imminenti del Premier, quando varcherà la porta del Quirinale. Tutti a cantar vittoria allora. C’è chi vorrà brindare, c’è chi lo attenderà fuori dal Colle per applaudire e non a lui, ma alla sua caduta, chi parla già del superamento di un’era, chi della cancellazione dell’odiato berlusconismo che con le sue televisioni ingannevoli è riuscito a prendere nella rete milioni di italiani, celebrando a martello battente i modelli sociali della superficialità e della volgarità umana. Insomma ce n’è per tutti, senza contare che anche nei mercati finanziari si potranno trarre piccoli, ma evidenti benefici. E poi c’è la credibilità all’estero del governo italiano, finita sotto le suole delle scarpe. Ma c’è anche chi non è poi così sicuro che le cose possano andare meglio, almeno con il probabile governo tecnico di Monti, formato da un uomo, che nonostante la sua credibilità indiscutibile è pur sempre parte integrante di quell’establishment di quella finanza mondiale responsabile di questa crisi economica planetaria.

Sarà il caso di affidarci?  Per come ce l’hanno messa sembra di sì. A meno che non si voglia ritornare subito al voto, con tutte le conseguenze che ne derivano. Tenendo presente che è almeno necessario  fare una nuova legge elettorale prima di tornare alle urne.

Oggi Berlusconi avrebbe dovuto intervenire al congresso de La Destra a Torino, dall’amico Francesco Storace. Ma non ci sarà. Sono momenti cruciali. I vertici del Pdl saranno riuniti all’ufficio di Presidenza, dove dovranno impostare la nuova linea del partito e quindi prendere le decisioni sul terremoto che li sta travolgendo. E non solo. Il partito di Berlusconi è sempre più isolato, anche dai suoi stessi alleati. Il leghista Roberto Maroni ha già preso le distanze: “Lunedì ci sarà un nuovo governo e la Lega non ne farà parte. E nemmeno io”, ha detto l’ormai ex ministro  dell’interno Roberto al conferimento di Città al Comune di San Martino di Lupari, nel padovano. Forse oggi sarebbe il caso di mettere da parte i personalismi partitici, almeno per un senso di responsabilità nei confronti degli italiani.

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