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Muore sul lavoro a 22 anni e il datore la regolarizza dopo il decesso

ROMA – In questa Italia, può accadere, che mentre si lavora in nero in un’azienda di confezionamento di frutta e verdura, si venga schiacciati da un muletto, e che il tuo datore di lavoro, non si scomponga più di tanto, e ti regolarizzi, mezz’ora dopo.

Si, avete letto bene, mezz’ora dopo la morte, però si bada bene dal dirlo agli organi di vigilanza.
Anzi, fa sapere, che lui, ti aveva assunto un paio di giorni prima. E’ quello che purtroppo è accaduto a Maria Muntean, una povera ragazza romena di soli 22 anni, che lavorava come operaia, in questa ditta di confezionamento frutta e verdura a San Pietro  di Cavarzere, in provincia di Venezia, che è morta 20 giorni fa, schiacciata da un muletto. Io voglio sperare, che domani o un tg o un quotidiano nazionale o un agenzia di stampa nazionale o una radio nazionale o una settimanale o una rivista o un programma di attualità, insomma, qualcuno dei media nazionali, lo dica quello che è successo a questa povera operaia di 22 anni, perchè oggi non hanno detto una sola parola in merito. Solo il Gazzettino, quotidiano locale ne ha parlato. Qui siamo andati oltre la vergogna, non riesco a trovare la parola, per descrivere tutto ciò.
Non è possibile che ancora nel 2011 accadano queste cose in Italia. Ma come possiamo definirci un paese civile?

E dopo questo, ci sono anche molti, troppi mezzi d’informazione, che ancora le chiamano “morti bianche” e “tragiche fatalità. Non sono mai tragiche fatalità, ma sono dovute al perchè nei luoghi di lavoro non si rispettano neanche le minime norme di sicurezza sul lavoro. Sono dovute allo sfruttamento dei lavoratori, “in nero”, in grigio, con contratti precari, che non possono permettersi di pretendere la sicurezza sul lavoro, come chiedeva loro il Ministero del Lavoro, con lo spot vergogna “Sicurezza sul lavoro, la pretende chi si vuole bene”, altrimenti vengono mandati a casa. E’ questo che un paese civile dovrebbe combattere. Se quando muore un lavoratore, l’azienda venisse chiusa, e il datore di lavoro spedito il galera, cambierebbe qualcosa, probabilmente aumenterebbe anche quella “cultura della sicurezza sul lavoro”, di cui molti politici, sindacalisti parlano, quando accadono queste stragi sul lavoro, ma purtroppo nessuno fa nulla perchè aumenti. Allora si, potremmo definirci davvero un paese civile!

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